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Kevin Reid si sveglia sacco obitorio

Si sveglia in obitorio in un sacco di plastica che lo avvolge: l’incubo di un 55enne

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Kevin Reid si sveglia dentro il sacco dell’obitorio dove era stato trasferito dall’ospedale Rockingham General Hospital di Perth (Australia), in cui era ricoverato per ricevere cure palliative. Il 55enne è stato dichiarato morto il 5 settembre da alcune infermiere del reparto.

Poi è stato infilato in un sacco nero per cadaveri ed è stato trasportato nella camera mortuaria della struttura in attesa dell’organizzazione dei funerali. “Alle 22:37, il 5 settembre, ho ricevuto una telefonata da mia madre che mi avvisava della morte di mio fratello”, ha raccontato il fratello di Kevin Reid al quotidiano locale Daily Best.

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Kevin Reid si sveglia sacco obitorio


Kevin Reid si sveglia dentro il sacco dell’obitorio e poi muore

Si presume che Kevin Reid sia stato messo nel sacco per cadaveri la notte del 5 settembre senza che fosse stato rilasciato un certificato di morte. Secondo quanto riferito, il personale dell’ospedale ha confermato che dopo aver ‘accertato’ il decesso, l’uomo è stato cambiato e portato all’obitorio dell’ospedale, dove il medico ha eseguito la sua visita e registrato la morte il 6 settembre.

Kevin Reid si sveglia sacco obitorio

Il giorno successivo, però, un medico dell’ospedale che si trovava nella sala morgue ha trovato aperto il sacco nero e sul braccio dell’uomo ha notato una ferita con del sangue fresco e gli occhi aperti, mentre le infermiere avevano assicurato di averglieli chiusi prima di infilarlo nel sacco. Il medico di turno ha quindi constatato il decesso, ma è certo che al momento del trasporto nella camera mortuaria il 55enne era ancora vivo.

La portavoce Libby Mettam ha descritto il caso come orribile. “È profondamente inquietante che un medico possa essere stato incaricato di retrodatare il certificato di morte”, ha detto Mettam, spiegando che l’ospedale ha aperto una inchiesta per fare luce sulla morte di Kevin Reid.

Il fratello dell’uomo ha detto che la sua famiglia è sconvolta, ma ha voluto ringraziare il personale che in questi 18 mesi si è occupato di Kevin: “Voglio ringraziare le persone che si sono prese cura di Kevin. So che lo hanno trattato con rispetto. E in particolare la gentilezza, che è stata dimostrata anche nei confronti di mia mamma, che è stata molto legata a Kevin, soprattutto dopo gli ultimi 18 mesi”.


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