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“È una strage”. Un’esplosione devastante e tanti morti: bilancio terribile

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Un nuovo grave incidente ha colpito il settore minerario cinese, riportando l’attenzione sulla sicurezza nelle aree di estrazione del carbone, ancora centrali per l’approvvigionamento energetico del Paese. L’esplosione è avvenuta nella miniera di Liushesnyu, nella provincia dello Shanxi, una delle aree più importanti della Cina per la produzione carbonifera.

Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media statali, l’incidente si è verificato intorno alle 19.30 ora locale. In quel momento, all’interno della miniera si trovavano 247 lavoratori. Le operazioni di soccorso sono scattate immediatamente, mentre le autorità locali e centrali hanno iniziato a coordinare gli interventi per raggiungere le persone rimaste sottoterra e prestare assistenza ai feriti.


La dinamica dell’esplosione non è stata ancora chiarita. Le autorità non hanno fornito dettagli sulle cause né sulle condizioni tecniche dell’impianto al momento dell’incidente. L’agenzia Xinhua ha però riferito che un funzionario della società proprietaria della miniera è stato già arrestato, un elemento che lascia intendere l’avvio di accertamenti serrati sulle eventuali responsabilità nella gestione del sito.

La risposta del governo centrale è arrivata nelle ore successive. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato il dispiegamento completo delle forze di soccorso, chiedendo che ogni risorsa disponibile venga mobilitata per ritrovare i dispersi e assistere i feriti. Xi, che è anche segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese e presidente della Commissione militare centrale, ha sollecitato un’indagine approfondita sulle cause dell’esplosione, affinché i responsabili siano chiamati a rispondere delle proprie azioni secondo la legge.

La gravità dell’accaduto è emersa con il bilancio comunicato dall’emittente statale Cctv: oltre 80 persone sono rimaste uccise nell’esplosione. Il dato colloca l’incidente tra i più gravi avvenuti negli ultimi anni nel settore minerario cinese. Xi ha inoltre chiesto che le conseguenze della tragedia siano gestite in modo adeguato, mentre il vice primo ministro Zhang Guoqing si è recato sul posto per supervisionare direttamente le operazioni di soccorso e la gestione dell’emergenza.

La provincia dello Shanxi è considerata la capitale cinese dell’estrazione del carbone, una risorsa che continua a essere fondamentale per il Paese. Le miniere carbonifere forniscono alla Cina circa il 60% del suo fabbisogno energetico, nonostante la rapida crescita della capacità installata da fonti rinnovabili. La Cina resta infatti il principale consumatore mondiale di carbone e, allo stesso tempo, il maggiore emettitore di gas serra.

Negli ultimi decenni la sicurezza nelle miniere cinesi è migliorata, ma gli incidenti continuano a verificarsi con frequenza in un comparto nel quale i protocolli di sicurezza risultano spesso carenti. Secondo i dati ufficiali, tra il 2018 e il 2023 il settore ha registrato oltre 3.000 morti. Si tratta comunque di una diminuzione del 53,6% rispetto ai cinque anni precedenti, un calo che non cancella la persistenza di rischi elevati per migliaia di lavoratori impiegati nelle miniere del Paese.


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