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Daniele, il genio ribelle che la scuola italiana non voleva far volare

“Il compito della scuola non è quello di promuovere i geni. Ma di educarli” si giustifica ora un professore, la cui severa lezione ha tarpato le ali di Daniele Doronzo, più che brillante liceale diciassettenne di Barletta. Il ragazzo, genietto un pò ribelle, voleva fare un tirocinio al Cern di Ginevra e frequentare un’università negli Usa, e per realizzare subito i suoi sogni aveva chiesto di anticipare di un anno gli esami di maturità. Una possibilità prevista per gli studenti più promettenti, a patto che abbiano tutti otto negli anni precedenti. (continua)


Daniele, che aveva anche qualche nove, la considerava cosa fatta, ma a giugno scorso si è trovato in pagella con un sette in condotta e un sette in fisica. A pesare, ha spiegato a Repubblica lo stesso professore, sono stati il suo comportamento (arrivava in ritardo e “in gita per sfidarci aveva fatto un bagno a mare”) e il fatto che “in Fisica, la sua materia,  forse perché si sentiva troppo sicuro, si era lasciato andare”. Sogni sfumati per un voto di differenza? (continua dopo la foto)

In realtà Daniele a Cern c’è andato lo stesso. Una mail in tutte le lingue inviata a decine di scienziati ha convinto il tempio della Fisica a fagli passare qualche settimana tra agosto e settembre nei suoi laboratori. L’appuntamento con le università americane è però rimandato. La scuola italiana, invece, ha perso un talento: il ragazzo si è ritirato, è volato a San Francisco e tornerà solo per dare la maturità da privatista in un altro istituto pugliese: “Vorrei dimostrare di essere un po’ più forte di un sette”.


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