Nel silenzio rarefatto delle colline, tra strade polverose, cancelli chiusi e distese di terreno che sembrano non finire mai, torna a riaffiorare il nome del potente. A distanza di anni dalla sua morte, nuove ombre si allungano sullo Zorro Ranch, la proprietà che possedeva a circa 48 chilometri da Santa Fe. Questa volta, però, non si tratta solo di ricostruzioni o testimonianze tardive, ma di un’indagine ufficiale avviata dalle autorità statali.
La notizia, riportata dall’agenzia Reuters, parla di accuse gravissime: nel ranch sarebbero stati sepolti i corpi di due ragazze straniere. Il Dipartimento di Giustizia dello Stato ha chiesto ai federali americani una versione non censurata di una e-mail del 2019 che conterrebbe i dettagli delle presunte sepolture. Dal dicastero federale, al momento, nessun commento. Anche l’Fbi ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni.
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Accusa choc ai danni del defunto potente: “Corpi di ragazze nel suo ranch”
Al centro dell’indagine c’è proprio quella e-mail, inviata nel 2019 a un conduttore radiofonico locale da una persona che sosteneva di essere un ex dipendente dello Zorro Ranch. Nel messaggio si affermava che due ragazze straniere sarebbero state uccise per strangolamento durante un rapporto sessuale violento e poi sepolte sulle colline circostanti la proprietà. L’autore della segnalazione chiedeva il pagamento di un bitcoin in cambio di presunti video che avrebbero documentato abusi su minorenni e indicazioni sui luoghi di sepoltura.

Il destinatario dell’e-mail ha raccontato di aver inoltrato immediatamente tutto all’Fbi, senza effettuare alcun pagamento. Un rapporto federale del 2021 conferma che la segnalazione venne presa in carico e che l’offerta di materiale video e informazioni sui presunti siti di sepoltura fu effettivamente registrata. Tuttavia, dall’analisi dei documenti successivamente pubblicati dal United States Department of Justice non sono emersi elementi concreti a sostegno delle accuse. Le autorità federali avevano già precisato che parte dei fascicoli resi pubblici include dichiarazioni anonime non verificate o ritenute non attendibili.
È proprio questo il punto cruciale che emerge nella seconda fase della vicenda: allo stato attuale non esistono prove pubbliche che confermino la presenza di corpi o sepolture nello Zorro Ranch di Jeffrey Epstein. Nonostante ciò, il caso ha riacceso l’attenzione politica e istituzionale in New Mexico. L’assemblea legislativa statale ha avviato una prima indagine completa sulle attività svolte da Epstein nella proprietà. Anche la commissaria statale per le terre, Stephanie Garcia Richard, ha chiesto verifiche approfondite sui presunti crimini, non solo all’interno del ranch ma anche nei terreni pubblici adiacenti.

New Mexico Probes Burial Allegations at Epstein’s Zorro Ranch.
— AE News (@aenewsEnglish24) February 19, 2026
New Mexico authorities are investigating claims that two foreign girls were buried near Jeffrey Epstein’s Zorro Ranch, following a redacted 2019 email cited in newly released Justice Department documents.
State… pic.twitter.com/GL30cu7OwZ
Dal 1993 Epstein aveva infatti affittato oltre 500 ettari di terreni pubblici attorno alla proprietà. Quei contratti furono revocati nel 2019, quando lo Stato stabilì che non venivano utilizzati per attività agricole o di allevamento, come previsto, ma come area di isolamento intorno al ranch. Un dettaglio che oggi assume un peso diverso alla luce delle nuove accuse.
Mentre le autorità cercano di ottenere la versione integrale dell’e-mail del 2019 e di chiarire la fondatezza delle segnalazioni, il caso resta sospeso tra sospetti e mancanza di riscontri concreti. Nel silenzio delle colline del New Mexico, l’eco del nome di Epstein continua così a generare interrogativi che, per ora, attendono ancora risposte definitive.


