“C’è un bambino vivo qui sotto!” Una vocina arriva dall’orrore delle macerie e scattano immediati i soccorsi per tirar fuori il piccolo. Ecco cosa sta succedendo nel paese devastato dal terremoto

 

Il terremoto che ha colpito l’Italia sta facendo registrare di ora in ora numeri allarmanti per quel che riguarda le vittime. Fortunatamente, però, ogni tanto si sente qualche voce provenire da sotto le macerie. I soccorritori stanno facendo del loro meglio per cercare di rintracciare le persone ancora vive. In questo caso specifico la notizia è ancora più lieta perché la voce percepita è quella di un bambino di Amatrice. Il dato provvisorio è aggiornato di ora in ora dalla Protezione Civile: ora i morti sono oltre 60 tra Amatrice ed Accumoli, mentre sono 24 quelli accertati nelle Marche.

Ancora imprecisato il numero dei dispersi. Ma, quel che conta ora è quella vocina…


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Altre vocine, invece, non sono state sentite. Una bimba di nove mesi è stata estratta senza vita dalle macerie di Arquata e un’altra di 18 mesi, morta in ospedale ad Ascoli Piceno, di Amatrice ma che si trovava ad Arquata coi genitori. La madre della piccola era scampata al terremoto de L’Aquila e si era trasferita ad Ascoli dopo quella terribile esperienza. Da Arquata è arrivata, invece, la prima buona notizia: due bimbi di 4 e 7 anni sono stati estratti vivi dalle rovine. Ad Amatrice, nella stessa zona dove in mattinata sono stati estratti quattro cadaveri e due ragazze ancora vive, un bambino, sepolto sotto le macerie, sta chiedendo aiuto. “C’è un bambino sotto le macerie, lo hanno sentito chiamare aiuto e stanno cercando di tirarlo fuori”.

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Al Pronto soccorso di Ascoli e di San Benedetto del Tronto sono arrivati almeno 81 feriti, di cui 7 in gravi condizioni, 153 sono ricoverati nelle strutture del Lazio, 29 a L’Aquila. “La situazione è drammatica. Peggio che a L’Aquila a livello di crolli stutturali. Tutte le case del centro in pietra sono crollate così come quelle vecchie. In quelle di cemento sono esplose le tamponature. Il risultato è che si vedono tre piani schiacciati che diventano uno” ha detto Paolo Crescenzi, responsabile della Protezione civile della Valle del Velino. “Credo che il numero delle vittime salirà moltissimo. Molte case si sono richiuse su se stesse e questo non permette di accedere all’interno facilmente. Ora si sta cercando di pulire le strade per poter accedere nelle abitazioni. La fase più critica forse deve ancora arrivare quando entreremo nelle abitazioni. Troveremo solo dei cadaveri. Penso che questa seconda fase inizierà già da stasera”. Per  il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio “si tratta di un prezzo importante. Il bollettino è destinato a crescere”. È crollato anche lo storico hotel-ristorante Roma, sotto le cui macerie sarebbero rimasti uccise almeno due persone. Ma quella voce del bambino resta comunque una tenue speranza, una luce nell’inferno.

 

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Pubblicato il alle ore 16:28 Ultima modifica il alle ore 11:29