Hitler, si riapre il mistero sulla sua fine: “Non è morto nel bunker nel 1945. Ricostruita la fuga e la seconda vita del fuhrer”


 

Si riapre uno dei grandi misteri della storia del Ventesimo secolo: Adolf Hitler è davvero morto nel 1945? O, come suggeriscono alcune tesi, le cose non sono andate come scrivono i libri di storia? History Channel ha realizzato una serie di documentari sulla presunta fine di Hitler. Il network ha messo insieme un pool di ricercatori davvero particolare. A guidarlo c’è un nome famoso della Cia, Robert Baer. Il suo gruppo di ricerca ha analizzato file desecretati, tracce, testimonianze per rispondere alla domanda.

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L’inchiesta si basa sui files resi pubblici dall’Fbi lo scorso anno, in cui si registrano molte decine di segnalazioni sulla fuga di Hitler tra il 1945 e il 1950. Baer le ha analizzate con i programmi informatici usati dalla Cia per scovare i terroristi islamici, incrociandole con le notizie raccolte dagli storici e col database degli interrogatori alleati fino a creare una mappa dei possibili nascondigli. Poi, i risultati sono stati verificati sul campo. Il primo passo è capire come il fuhrer avrebbe potuto lasciare il bunker della cancelleria senza essere visto. A Berlino c’erano centinaia di chilometri di passaggi sotterranei, gli unici sicuri durante l’assedio dell’Armata Rossa. Dal 1999 questi cunicoli vengono esplorati da un’associazione di speleologi. L’aeroporto di Tempelhof era l’unica installazione nazista risparmiata dai raid alleati e dall’avanzata russa. Qui c’erano hangar a prova di bomba che proteggevano i quadrimotori Condor, che erano in grado di raggiungere la Spagna senza scalo.

Il 21 aprile 1945 ne sono decollati diversi, trasferendo alcuni alti ufficiali in Baviera, baluardo del Reich. Su alcuni velivoli erano imbarcate ‘le proprietà personali di Hitler’. Secondo le fonti ufficiali l’ultimo decollo risalirebbe al 23 aprile, mentre altri Condor sono stati presi intatti dai russi cinque giorni dopo. Ma fino a oggi non era stato individuato un collegamento diretto tra l’ultimo quartier generale di Hitler e questo punto di decollo. Ma tutti i superstiti dell’entourage hitleriano hanno negato l’esistenza di un percorso diretto per Tempelhof. Tuttavia, usando un georadar tattico, il team di History Channel ha scoperto un cunicolo che collega l’aeroporto alla stazione del metrò. È bloccato dal 1945 e adesso si attendono le autorizzazioni per demolire gli accessi ed esplorarlo.

Se così sono andate le cose, Hitler come si è messo in viaggio e quale viaggio ha intrapreso? L’esame dei file Fbi porta a escludere la rotta sudtirolese, sfruttata da molti nazisti per raggiungere il Sudamerica. La pista dell’Fbi porta invece nella Spagna franchista, amica del Reich. Dalla Spagna il viaggio sarebbe proseguito verso le Canarie, ultimo approdo degli U-boot che non volevano arrendersi agli alleati: tre salparono dalla Germania dopo la resa, consegnandosi in Argentina quasi tre mesi dopo.

È nel paese sudamericano che gli avvistamenti di Hitler si sono moltiplicati. L’analisi dei file ha portato il team in una cittadina isolatissima, Charata, e in un altro bunker. La struttura si trova sotto una fattoria, lontana centinaia di chilometri da ogni forma di città. In questo luogo era presente una vasta colonia tedesca che negli anni ’40 iscriveva i figli alla locale Hitlerjugend. Ma i dossier dell’Fbi indicano anche un covo a Misiones al confine di tre stati: Argentina, Brasile e Paraguay. A Misiones una spedizione archeologica sta esplorando i resti di tre edifici degli anni ’40 nel cuore della giungla. Uno è un’abitazione con finiture di pregio. L’altro un impianto idroelettrico. La residenza era quindi autonoma. In una parete è stata trovata murata una scatola di biscotti.

Dentro il contenitore c’erano monete del Terzo Reich e delle foto. Una ritrae una giovanissima recluta delle SS. Un’altra mostra il primo incontro tra Benito Mussolini e Hitler, a Venezia nel 1934: l’unico in cui il cancelliere è in abiti civili. Indizi, ricostruzioni verosimili e segnalazioni che però non sono in grado con assoluta certezza, neppure con le più moderne tecnologie, di stabilire se Hitler sia veramente morto nel 1945 o no.

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