Roma, spunta una città sotterranea. Affreschi, mosaici e statue: ecco un’altra meraviglia nascosta della Capitale


 

Una scoperta incredibile, ma forse neanche troppo visto che ci troviamo a Roma. Sulla via Portuense, dove al numero 317 c’era il Drugstore Gallery è venuta alla luce una delle tante meraviglie nascoste della cita: cappelle affrescate, ambienti rivestiti di mosaici e stucchi, sequenze di colombari intatti, corredi preziosi, ceramiche e statue che echeggiano riti e usi quotidiana di duemila anni fa. Grazie al progetto voluto della Soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma Margherita Eichberg è riemersa la bellezza. Anni di scavi, studi ed ora il coronamento di un museo speciale che sarà presentato il 6 aprile: “Fu l’imperatore Claudio a realizzare la Via Portuensis nella prima metà del I secolo d.C., seguendo il tracciato più antico della Via Campana usato dai romani per gli approvvigionamenti di sale, l’unico elemento con cui conservavano i cibi”, racconta Carmelina Ariosto, che con Laura Cianfriglia ha curato il progetto. “Tutta l’occupazione antica utilizza prima la via Campana poi, con Claudio, la Portuense – dice Ariosto – A destra e a sinistra le colline di tufo di Monteverde fungevano da cave con cui è stata costruita mezza Roma. E lungo il tracciato, nei piani più livellati, i romani scelsero di realizzare i luoghi di sepoltura”. (Continua a leggere dopo la foto)




Protagonisti di questa storia, i mausolei riaffiorati dai sotterranei dell’ex drugstore (che in passato è stato anche salone espositivo per autovetture). Si tratta di tombe di nuclei familiari con resti di affreschi e mosaici, con decorazioni a stucco e nicchie dalle volte a forma di conchiglia. “Abbiamo esposto tutto quello che abbiamo ritrovato nel corso degli scavi in quest’area”, racconta Ariosto. (Continua a leggere dopo le foto)





 

Tra le opere più significative c’è la tomba del guerriero della Muratella, una sepoltura del neolitico databile fra il 3700 e il 2300 a.C., intatta nel suo scheletro e nel suo corredo. Sepolto con le gambe flesse, aveva 25 anni al momento della morte. Poi il cippo di travertino con un’iscrizione che svela l’intervento dell’imperatore Vespasiano (I sec. d.C.). Il viaggio corre lungo 350 metri quadri, strutturati come spazio polivalente con una biblioteca specialistica per coinvolgere i cittadini del quartiere. Con l’associazione culturale Cultura 3.0, le aperture saranno accompagnate con un programma di eventi, tra concerti, teatro, didattica. Compreso il circuito di visite guidate ai monumenti fino ad oggi chiusi al pubblico.

Ti potrebbe interessare anche: Avete presente Piazzetta San Marco a Venezia? Sì, proprio quella con le due colonne simbolo della Serenissima. Ecco, le colonne dovevano essere tre e non due. E la terza? Guardate dove si trova…