Egitto, trovata la più antica testimonianza del cancro al seno su una donna vissuta 4200 anni fa


Lo scheletro di una donna egiziana vissuta 4200 anni fa mette fine alla credenza secondo la quale il cancro sarebbe un male dei nostri tempi. Il team di archeologi che ha riportato alla luce lo scheletro si è trovato davanti a delle ossa con le tracce inequivocabili lasciate dal tumore. Le sue ossa mostrano infatti un deterioramento provocato dalle metastasi e dall’espansione nel corpo del cancro al seno. Secondo i ricercatori dell’Università spagnola di Jaen, la donna in questione, i cui resti sono stati rinvenuti nella città di Aswan, avrebbe fatto parte di una famiglia aristocratica, originaria del sud dell’Egitto.

 



Già a marzo 2014 gli archeologi della Durham University avevano portato alla luce, in quello che oggi è il Sudan, uno scheletro risalente a 3000 anni fa, definito come “il più antico esempio di essere umano con cancro metastatico”. In quel caso il tumore aveva colpito bacino spina dorsale, scapole, sterno, clavicole e costole. “La relativa assenza di testimonianze nell’antichità ha portato alla conclusione che il cancro sia un prodotto dello stile di vita moderno e una conseguenza dell’allungamento della vita”, spiegano gli studiosi della Durham University . Teorie che dovranno essere rimesse in discussione grazie ai nuovi ritrovamenti.

 

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