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“Vendetta”. Berrettini, è successo con l’avversario di Sinner

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Parigi, Court Suzanne-Lenglen, un pomeriggio che sembra non finire mai. Matteo Berrettini torna in campo con ancora addosso la fatica di una maratona infinita e una domanda che rimbalza tra gli spalti e i social: reggerà ancora, fisicamente e di testa, quando conta davvero?

Perché questa volta non è solo “un altro turno” del Roland Garros. Dall’altra parte della rete c’è un nome che, pochi giorni prima, ha fatto tremare il torneo e ha lasciato l’Italia con l’amaro in bocca. E Berrettini lo sa: per andare avanti, deve passare proprio da lì.

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Il ritorno di Matteo, tra cicatrici e voglia di riscatto

Il romano si presenta a questo appuntamento con un obiettivo che profuma di rivincita: tornare nei quarti di finale di uno Slam, un traguardo che gli manca dagli US Open 2022. Un’assenza lunga, piena di stop, acciacchi e ripartenze, quelle che ti mettono alla prova più di qualsiasi tie-break. Eppure, a Parigi Berrettini si è rimesso in moto. Nel suo cammino ha superato Marton Fucsovics e Arthur Rinderknech, poi si è preso la scena contro Francisco Comesana: oltre cinque ore di lotta, una di quelle partite che non vinci solo con il tennis, ma con il cuore.

Juan Manuel Cerundolo arriva al match con l’aria di chi non ha nulla da perdere e la consapevolezza di aver già fatto “il colpo” del torneo. È lui l’argentino che ha eliminato Jannik Sinner, numero uno del mondo, in una rimonta che ha lasciato tutti a bocca aperta. Una partita clamorosa: sotto di due set, vicino all’uscita, Cerundolo ha approfittato del calo fisico dell’azzurro e ha ribaltato tutto in cinque set. Da quel momento, il suo nome è diventato sinonimo di pericolo. Sulla terra, soprattutto, può diventare una trappola.

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Il teatro è il Suzanne-Lenglen, il secondo campo per importanza del Roland Garros, dove spesso si accendono i match più “cattivi”, quelli che non ti regalano nulla. Sulla carta Berrettini ha un’arma che può spaccare la partita: servizio e potenza, ritmo, esperienza nei momenti chiave. Ma dall’altra parte c’è un mancino argentino capace di cambiare altezza, velocità, traiettorie. E dopo ciò che ha fatto contro Sinner, è impossibile sottovalutarlo. La sensazione, all’inizio, è che Matteo debba prima di tutto domare la stanchezza. Poi, eventualmente, l’avversario.

Il match prende subito la direzione giusta: Berrettini strappa il primo set 6-3 in 39 minuti, chiudendo con un game perfetto, lasciando Cerundolo a zero. È un segnale forte, quasi un messaggio: oggi non si entra nella sua testa. Nel secondo set l’argentino prova a restare attaccato alla partita, ma si finisce al tie-break. E lì Matteo alza il livello: domina 7-2 e si porta avanti di due set. Il Suzanne-Lenglen capisce che sta succedendo qualcosa di importante.

Nel terzo, inevitabilmente, arriva la fatica. Berrettini rallenta, Cerundolo prova a riaprire tutto e si vede perché sulla terra può far male a chiunque. Ma alla fine Matteo stringe i denti, chiude la pratica e si prende il passaggio del turno. E sì, in un certo senso, vendica anche Sinner.


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