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“Addio a uno dei più grandi”. Sport italiano in lutto, la sua figura già nella storia

  • Sport

Lo sport italiano è in lutto. Poco fa la triste notizia: se ne va una figura che ha segnato un’epoca nel mondo dei motori. È morto a 88 anni, dopo una lunga malattia, un manager che ha legato il proprio nome alla storia della Ferrari e dell’industria automobilistica italiana.

A darne notizia è Motorsport.com, che riporta i primi dettagli di cronaca: il decesso è avvenuto a pochi giorni dal compleanno, previsto per il 29 marzo. Una notizia che arriva dal mondo del motorsport e che segna la scomparsa di uno dei protagonisti di una stagione importante per il settore.

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“Addio a uno dei più grandi”. Sport italiano in lutto, la sua figura già nella storia. Poco fa la triste notizia

Addio a Piero Fusaro. Ex presidente della Ferrari, Fusaro è stato una figura centrale per l’industria dell’auto italiana. Torinese, ha attraversato decenni cruciali del settore, ricoprendo ruoli di primo piano anche in Fiat, Alfa Romeo e Seat.

Il suo nome resta legato anche a una delle vicende più discusse della Formula 1: il possibile approdo di Ayrton Senna alla Ferrari per la stagione 1991. Una trattativa che non si concretizzò, ma che segnò una fase importante nella storia della scuderia.

In quegli anni la Ferrari visse una stagione complessa, con cambiamenti rilevanti nella struttura sportiva e dirigenziale: Cesare Fiorio lasciò il suo incarico, Alain Prost uscì dal progetto e alla guida della società arrivò poi Luca Cordero di Montezemolo.

La sua carriera era iniziata nel 1963, dopo la laurea in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino, con l’ingresso in Fiat. Da lì una crescita costante: direttore di stabilimento, poi incarichi sempre più rilevanti fino alla chiamata a Maranello nel 1975 da parte di Enzo Ferrari, che gli affidò la direzione generale del Cavallino.

Nel corso degli anni ricoprì ruoli di vertice anche all’interno del gruppo: nel 1979 fu amministratore delegato di Seat in Spagna, mentre nel 1985 entrò nel comitato direttivo di Fiat Auto. Con l’acquisizione di Alfa Romeo ne divenne amministratore delegato e presidente, consolidando il suo profilo industriale.

Dopo l’esperienza in Ferrari, proseguì la sua attività come manager, arrivando alla presidenza dell’Anfia nel 1992. Una carriera lunga e articolata, tra industria e motorsport, che oggi si chiude lasciando un segno nella storia dell’automobile italiana.


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