oksana chusovitina tokyo 2020

Oksana Chusovitina, 46 anni e 8 Olimpiadi consecutive, si ritira tra le lacrime. Omaggio da brividi a Tokyo

A 46 anni e con ben 8 partecipazioni consecutive ai Giochi olimpici estivi, la leggenda della ginnastica artistica si ritira. L’addio, tra le lacrime, alle Olimpiadi di Tokyo 2020, dove Oksana Chusovitina ha preso parte per l’ultima volta a una competizione olimpica. Una carriera lunga ben 29 anni, la sua, con un argento olimpico vinto a Pechino, un oro a squadre a Barcellona 1992 e altri due ori ai Mondiali.

E quando domenica scorsa l’atleta uzbeka è stata eliminata nel volteggio, il suo ritiro è diventato ufficiale. L’omaggio? Immancabile per un’autentica leggenda quale è: le gare di ginnastica artistica sono state sospese al centro di Ariake e il momento solenne è stato segnato da un applauso delle ginnaste, dei loro tecnici e dei giornalisti presenti.

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Oksana Chusovitina, 46 anni, il ritiro a Tokyo 2020


“Stavolta devo farlo, queste sono le mie ultime Olimpiadi”, ha dichiarato la 46enne con le lacrime agli occhi. Tutti hanno voluto ringraziare Oksana Chusovitina fermando per un attimo le gare e dimostrandole l’affetto che si è guadagnata nel corso degli anni e di una carriera che l’ha portata a vincere ma le ha dato anche la possibilità di far guarire suo figlio Alisher, oggi 22enne, dalla leucemia, quando la Germania si offrì di curarlo.



In quell’occasione la ginnasta uzbeca per ringraziare decise di gareggiare, e vincere, per la rappresentativa di quel Paese. Avrebbe voluto ritirarsi dopo Londra 2012, disputata ancora per la Germania, poi però il desiderio di rappresentare ai Giochi anche il suo Paese d’origine, l’Uzbekistan, ha prevalso su tutto, quindi Rio e poi Tokyo.

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Oksana Chusovitina aveva iniziato a gareggiare sotto la bandiera dell’Urss e a Barcellona 1992 con la squadra unificata delle ex Repubbliche Sovietiche. Quella fu la prima rassegna olimpica. L’ultima nel 2021, a cui è seguito un momento di autentica commozione nel centro ginnastica dov’erano in corso le gare dell’artistica di Tokyo 2020. Applausi talmente scroscianti per lei, scrive l’Ansa, che sembrava ci fosse il pubblico sugli spalti. Invece erano le colleghe con i loro tecnici. Perché Oksana ha scritto la storia.

Pubblicato il alle ore 12:36 Ultima modifica il alle ore 12:36