Sport italiano in lutto, addio alla leggenda azzurra del rugby. Prima giocatore poi allenatore della Nazionale

Una montagna fatta di muscoli e volontà. Una leggenda dello sport azzurro capace di andare oltre le discipline. Un predestinato, prima giocatore simbolo e capitano delle Nazionale, poi allenatore in un triennio che contribuì a formare la generazione capace poi di sovvertire le gerarchie della nobiltà di ‘Ovalia’, ritagliando all’Italia un posto di primo piano. Nato a Chioggia, veneto di carattere e di cuore, si trasferì a Genova dove iniziò a muovere i primi passi.

Il talento applicato a un’etica del lavoro di ferro gli aprì presto le porte della nazionale il 14 aprile 1963 a Grenoble, in un combattutissimo incontro con la Francia perso nel finale con due punti di scarto; nel corso di quella prima esperienza internazionale Bollesan ebbe modo di guadagnarsi il rispetto del terza linea francese Michel Crauste, al quale restituì un colpo proibito ricevuto qualche minuto prima durante un’azione di touche, e che gli aveva procurato una ferita al sopracciglio. Saranno 47 in totale le presenza azzurre. Continua dopo la foto


Tante in un’epoca in cui il professionismo non apparteneva a questo sport. Tra scudetti e prestazioni sul campo tanto lusinghiere da attirare anche osservatori esteri, si affermò presto come capitano della Nazionale che guidò nello storico tour dell’Africa meridionale, in cui l’Italia disputò diversi incontri con selezioni rhodesiane e sudafricane, inclusi due test match contro la Rhodesia (sconfitta 4-42) e i South African Leopards, formazione di rugbisti di colore (che all’epoca non potevano giocare nella stessa squadra con i bianchi a causa dell’apartheid vigente in Sudafrica) battuti per 24-4. Continua dopo la foto

Un tour che vide per la prima volta l’Italia protagonista di un’affermazione di prestigio in un Paese di lunga tradizione nella disciplina, è tuttora considerato come una pietra miliare del rugby nazionale, tanto da essere stato celebrato ufficialmente a distanza di 35 anni. Dismesse le vesti da giocatore nel 1981 Marco Bollesan iniziò la sua carriera da allenatore. Fu il Commissario Tecnico alla prima Rugby World Cup del 1987. Continua dopo la foto



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Il dolore per la scomparsa di Marco Bollesan nelle parole del neo presidente Fir Marzio Innocenti ha dichiarato: “Per i rugbisti della mia generazione, per chiunque abbia praticato lo sport tra gli Anni ’60 e gli Anni ’80, ma anche per chi è venuto dopo Marco Bollesan è stato un esempio, l’epitome del rugbista coraggioso, il simbolo di un Gioco dove fango, sudore e sangue rappresentavano i migliori titoli onorifici. Gli saremo eternamente grati per il suo straordinario contributo”.

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