“Addio campione”. Motociclismo italiano in lutto, se n’è andato stroncato da un malore improvviso

“Sono fortemente dispiaciuto di questa notizia, perché, era un ragazzo di una compagnia e di una simpatia unica. Ha avuto dei momenti in cui è andato veramente forte. E’ chiaro che non possiamo dire che era un campione del mondo, ma era un ragazzo che con le possibilità che ha avuto ha fatto vedere delle belle cose”.

“E poi di lui non posso non ricordare la simpatia, il suo modo di vivere le corse: è vero che erano altri anni, ma lui era veramente spensierato e divertente, lo ricordo con affetto. Mi viene in mente in particolare una gara con lui a Vallelunga: io vinsi e lui finì sul podio con me e ricordo veramente con simpatia sua madre quando venne sotto il podio e si scambiarono una serie di battute che smisi di ridere solo il giorno dopo”, con questa nota lo ricorda uno dei suoi antagonisti, uno di quelli con cui ha condiviso il rumore dei motori e l’odore delle gomme che bruciano. Continua dopo la foto


Davide Tardozzi, con lui a in pista nei primi anni Novanta e oggi team manager di Ducati MotoGP trattiene a stento l’emozione quando gli comunicano la notizia che Aldeo Presciutti non c’è più. Se n’è andato all’improvviso, per un infarto, dopo aver vissuto gli ultimi 25 anni su una sedia a rotelle dopo un incidente stradale nel quale non era lui a guidare. Continua dopo la foto

Classe 1961, Presciutti aveva debuttato in World Sbk nel 1989, seconda stagione della serie lanciata l’anno prima dai fratelli Flammini ricorda la Gazzetta dello Sport. In sella alle sue Ducati – era particolarmente legato al marchio di Borgo Panigale – aveva corso fino ai primi anni novanta, condividendo la pista con leggende del calibro di Fred Merkel, Doug Polen, Fabrizio Pirovano, Raymond Roche e un giovane Carl Fogarty. Continua dopo la foto

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Per tre anni consecutivi (dal 1990 al 1992) nella top five nella classe Open dell’italiano superbike, Aldeo era finito sul podio tricolore della stagione ’91, giungendo terzo in campionato dietro a Marco Papa e Fabrizio Pirovano. Nel 1993 aveva disputato come wild card una tappa del Motomondiale. Poi, nel 1994, il drammatico incidente automobilistico che lo costrinse alla sedia a rotelle, facendo calare il sipario sulla carriera da pilota ma certamente non sulla sua passione. Viveva a Monterosi, vicino al circuito Piero Taruffi di Vallelunga.

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