Come era Luigi Busà, l'oro nel karate alle Olimpiadi di Tokyo

“Ero un bimbo ciccione e bullizzato”. Come era Luigi Busà, l’oro nel karate alle Olimpiadi di Tokyo

È medaglia del record, la numero 37, quella che Luigi Busà, primo campione olimpico dI Karate kumite ha portato a casa alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il 33enne siciliano sconfigge in finale l’eterno rivale il 35enne azero Rafael Aghayev per 1-0. È il nono oro per l’Italia team ai Giochi, la 37esima medaglia in totale, nuovo record assoluto. Poco dopo, arriverà la 38esima medaglia con l’oro della 4×100 con il quartetto azzurro composto da da Marcell Jacobs (già oro nei 100 metri), Lorenzo Patta, Eseosa Desalu e Filippo Tortu.

“Ce l’ho fatta. All’inizio stavo bene ma non mi sono espresso benissimo. Ho perso col kazako e qui non puoi sbagliare, poi mi sono ripreso e la semifinale è stata grandiosa, magica la finale. Se è un sogno lasciatemi sognare perchè per me è stato un anno incredibile, quasi folle: magari un giorno lo racconterò, per me questa vittoria vale doppio”, dice Busà.

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Come era Luigi Busà, l’oro nel karate alle Olimpiadi di Tokyo

Il bilancio della spedizione italiana è di 38 medaglie totali, 10 d’oro, 10 d’argento e 18 di bronzo. Luigi Busà, il ‘Gorilla’ di Avola, soprannominato così dai suoi amici per la sua stazza e per le sue straordinarie capacità a 33 anni è una leggenda del karate con i due titoli mondiali e i cinque europei conquistati. 


La sua carriera è iniziata tanti anni fa, quando era un bambino obeso e bullizzato, ed è stato proprio Luigi Busà a raccontare perché ha iniziato col karatè: “È cominciato tutto come un gioco, all’inizio ero un ragazzo obeso, chi poteva pensare alle Olimpiadi? Ero molto ciccione, mi piaceva mangiare, a 13 anni pesavo 94 chili, ed ero più basso di adesso. Solo mio padre vedeva in me qualcosa di speciale, lui è stato atleta, vedeva comunque che da piccolo vincevo campionati cadetti e qualcosa di serio potevo diventare. Il problema è che a 16 anni combattevo nei pesi massimi, e mi fecero capire che a livello internazionale non sarebbe stata una buona scelta: colpi e impatti troppo duri”. 

“Dovevo dimagrire, scendere nei medi a 75 chili. Ho fatto la dieta, e da quella categoria non mi sono più mosso. Dal gioco sono passato al lavoro, nel centro sportivo dei Carabinieri: sono appuntato“, ha detto al Corriere dell’Umbria prima dei Giochi Olimpici.

Pubblicato il alle ore 12:55 Ultima modifica il alle ore 12:55