Gianmarco Tamberi piange verissimo

“Non piangere…”. Verissimo, Gianmarco Tamberi in lacrime di fronte a Silvia Toffanin

Una puntata toccante quella di Verissimo del 18 settembre 2021. Tra i tanti ospiti anche Gianmarco Tamberi. L’atleta olimpico ci ha fatto sognare lo scorso 1 agosto, vincendo la medaglia d’oro nel salto in alto alle Olimpiadi di Tokyo 2020, dopo anni decisamente difficili. In relazione allo sportivo, molti lo ricorderanno per l’infortunio nel 2016. Subito prima delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, lo sportivo si fece male ad una gamba e fu costretto a rinunciare al sogno olimpico a cui si stava preparando da molto tempo.

La vittoria a Tokyo (a parimerito con il collega e amico qatariota Mutaz Essa Barshim) è stata dunque la chiusura di un cerchio per l’atleta, già corteggiatissimo dalla tv a poche settimane dal rientro in Italia. Ed ecco che a Silvia Toffanin lo sportivo ha avuto modo di raccontare questi ultimi mesi così intensi. Raccontando la sua vita negli ultimi mesi, Gianmarco Tamberi, che non ha portato la medaglia in studio perché l’ha lasciata in cassaforte (“la teniamo distante da ogni possibile rapimento” ha precisato) ha raccontato a Silvia Toffanin tanto a Silvia Toffanin.

Gianmarco Tamberi piange verissimo

“Vedere il sorriso delle persone e tutti coloro che si avvicinano perché ti dicono grazie perché gli hai dato speranza che ci hai regalato è bellissimo, ti riempie di gioia”. Gianmarco Tamberi viene da una famiglia di sportivi, il fratello Gianluca è un giavellotista, mentre il padre è un allenatore (a sua volta ex saltatore in alto). A riguardo il giovane racconta: “Avere un genitore come allenatore è molto complicato”.


Gianmarco Tamberi piange verissimo

E ancora sul padre, dice Gianmarco Tamberi: “Ci sono lati positivi e negativi. Da un lato c’è che puoi fidarti al cento per cento di quella persona. Dall’altro c’è la figura del genitore, c’è un figlio che si sente sempre sotto osservazione. Gli scontri continuano ad esserci, comunque”.

Gianmarco Tamberi piange verissimo

Poi, parlando ancora dell’infortunio ha detto con le lacrime agli occhi: “Io ci credevo perché ci dovevo credere, ma vedevi che le persone mi stavano accanto e cercavano di rincuorarmi, come a dire anche se non ce la farai per me ce l’hai fatta perché ci hai provato. Ma a me non bastava, io volevo riuscirci”. E così è stato: un grande Gianmarco Tamberi, fuori e dentro lo stadio.

Pubblicato il alle ore 09:20 Ultima modifica il alle ore 09:20