È morto Muhammed Ali. Il re del pugilato e campione dei pesi massimi se ne è andato a 74 anni: il ricordo, le vittorie, l’impegno sociale e la malattia

 

Una storia di sport ma soprattutto una storia di vita, di impegno politico e sociale. Muhammed Ali ha contrassegnato con i suoi successi, le sue frasi e i suoi comportamenti, il secolo scorso. Dalla vittoria alle Olimpiadi di Roma (1960) alla famosa “Rumble in the jungle” (la rissa nella giungla) passando per le sfide indimenticabili con Frazier, Liston, Foreman, le battaglie per i diritti civili, il suo impegno nelle lotte condotte da Martin Luther King e Malcolm X, la conversione all’Islam, il rifiuto di arruolarsi nell’esercito per motivi religiosi, la malattia e la torcia olimpica come ultimo tedoforo ad Atlanta nel 1996. Ogni passaggio della vita di Muhammed Ali è un romanzo da raccontare che ha contraddistinto gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso.

(Continua a leggere dopo la foto)


{loadposition intext}

Innanzitutto le vittorie e gli incontri che lo hanno reso una leggenda del pugilato. Il primo a Roma nel 1960: oro olimpico nella categoria dei mediomassimi. La sua notorietà parte proprio dall’Italia. Da quel momento il mondo impara a conoscere questo ragazzone nato 74 anni fa. Nel 1964 il combattimento contro Sonny Liston: Alì, quasi sconosciuto, è lo sfidante sfavorito. In questo giorno comincia la sua storia di pugile che danza sul ring, una farfalla imprendibile. Cassius Clay schianta il rivale al settimo round. Il giorno dopo la conquista del titolo, Clay si converte alla fede islamica. Ma dopo essersi rifiutato di combattere in Vietnam gli viene tolta la licenza. Torna nel 1971: c’è un altro gigante da battere: Joe Frazier. Uno degli “incontri del secolo”. Si combatte a New York. E Ali crolla. Al quindicesimo round. Rivincita il 28 gennaio 1974. “Il più grande” si riprende la corona.

Altra storica notte è quella di Kinshasa: “Ali boma ye…”. Ovvero “Ali uccidilo”, urlano i 100mila che tifano per lui. Di fronte c’è George Foreman: Ali sembra subire il rivale. Quel match è un romanzo epico, raccontato dai più grandi scrittori, Norman Mailer in testa. Foreman viene visto come l’arrogante americano, il pugile a stelle e strisce per cui nessuno vuole parteggiare. Alì incassa un sacco di pugni che fanno tanto male. Ma resiste. E contrattacca all’ottavo. Foreman viene colpito da un cazzottone micidiale e va al tappeto. Alì torna così di nuovo campione del mondo. Nel 1981 Ali si arrende: i segnali della malattia si fanno evidenti in questo periodo. Inizia il suo declino con le sconfitte contro Larry Holmes, suo ex sparring partner, e Trevor Berbick.

La sua battaglia, oltre che sportiva, è stata anche politica e sociale. La carriera fuori dal ring è costellata di avvenimenti che sono entrati di diritto nella storia del ‘900. Come la conversione all’Islam, dopo il successo a Roma, e l’incontro con Martin Luther King a Louisville nel Kentucky: “Sono con te, nella tua lotta per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. Sono venuto qui perché non posso rimanere zitto mentre la mia gente, quelli con cui sono cresciuto, quelli con cui sono andato a scuola, i miei familiari, vengono picchiati, calpestati e presi a calci nelle strade solo perché vogliono libertà, giustizia ed uguaglianza”. Il 2 giugno 1962, Cassius Clay riceve una telefonata da un certo Sam Saxon, consigliere spirituale dei Musulmani Neri: lo invita insieme a suo fratello Rudy a Detroit per un raduno da cui avrebbe avuto origine la sua trasformazione da Cassius Clay a Muhammad Ali. È a Detroit che incontra il suo futuro mentore e amico, Malcom X, leader della Nazione dell’Islam. Muhammad Ali ha più volte dichiarato pubblicamente di considerare Nelson Mandela, leader dell’Anc e poi presidente del Sud Africa post-apartheid, una fonte di ispirazione. Fu tra i primi a viaggiare in Sud Africa subito dopo la sua liberazione.

”Dio si è venuto a prendere il suo campione”. Addio a una leggenda. Le sue imprese resteranno nella storia e ora il mondo lo piange

Pubblicato il alle ore 09:37 Ultima modifica il alle ore 11:50