Sport italiano in lutto, addio alla leggenda azzurra. Ex campionessa del mondo, fatale un malore improvviso

La notizia è arrivata come un pugno nello stomaco. Nel giro di poco ha fatto il giro del Paese che oggi piange la sua campionessa. Fatale un malore mentre lavorava nell’azienda di famiglia dove era impiegata quando aveva deciso di dire basta. Inutili in tentativi di salvarla, aveva appena 56 anni. La sua storia inizia da lontano, quando le due ruote erano ancora dominio maschile.

Faentina, aveva vinto un campionato mondiale a squadra. Una squadra fortissima guidata dal talento di un monumento dello sport italiano: Maria Canins, capace di vincere in sport differenti grazie a mezzi fisici stratosferici e una volontà di ferro. Poi un giro del Trentino, un sesto posto al Giro d’Italia e identico piazzamento al Tour de France, la corsa più famosa e intrigante oltre la spocchia dei francesi. Continua dopo la foto


Il dolore del movimento ciclistico è tutto nella parole del c.t. Davide Cassani, faentino, più grande di quattro anni: “La vedevo spesso, pedalava ancora con noi, anche pochi giorni fa eravamo insieme”. Un dolore a cui si unisce anche la politica. “Per chi come me è cresciuto col ciclismo nel cuore, eri semplicemente “la Bandini”, esordisce nel suo messaggio di cordoglio il parlamentare forlivese Marco Di Maio. Continua dopo la foto

Che poi continua: “Sei stata un punto di riferimento, un esempio di dedizione, forza di volontà e umiltà, nonostante i grandi risultati che hai saputo raggiungere rendendo orgogliosi tutti gli sportivi romagnoli”. Monica Bandini era rimasta un simbolo oltre il ciclismo. Aveva iniziato l’attività agonistica nel 1980, correndo con l’Alba Robbiate. Su strada vinse 25 corse e il titolo italiano juniores, nel 1982, conquistando l’anno successivo la sua prima maglia azzurra. Continua dopo la foto

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Venne poi convocata alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles, per la prova su strada, in qualità di riserva; partecipò quindi ai Mondiali su strada dell’86 e dell’87, chiudendo entrambe le volte al settimo posto. “Al momento non è ancora certo se il magistrato di turno della procura di piazzale Beccaria abbia o meno la volontà di predisporre l’autopsia – scrive il Resto del Carlino – Per ora la diagnosi del decesso resta, genericamente, ’arresto cardiocircolatorio’. In passato, mentre era nel pieno della sua attività agonistica, Monica aveva registrato alcuni problemi cardiaci, che alla fine la costrinsero prima a rallentare la sua luminosa carriera e poi a chiuderla anzitempo”

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Pubblicato il alle ore 09:41 Ultima modifica il alle ore 09:43