Sport italiano in lutto, addio alla leggenda della pallavolo. 52 anni, 5 mesi fa la scoperta della malattia


Se n’è andato a 52 anni. In silenzio com’era nel suo stile. Sul campo faceva bruciare il pallone piazzandolo all’incrocio tra le righe dove l’avversario non poteva arrivare. Di punti nella sua carriera ne aveva mesi giù migliaia. 7000 per la precisione in 280 partite ufficiali, record ancora oggi imbattuto in serie A. Faceva parte di quel gruppo guidato da Julio Velasco, capace di dettare legge per un decennio e di prendersi prima l’Europa e poi il mondo, ribattezzato ‘generazione di fenomeni’.

Meno appariscente di Andrea Gardini, meno talentuoso di Lorenzo Bernardi, meno spavaldo di Luca Cantagalli che batteva solo in salto. Taciturno, una quotidianità fatta di lavoro e ricerca del miglioramento continuo. Quando cinque mesi fa gli era stata diagnostica una terribile malattia ha deciso di affrontarla alla stessa maniera di quando saliva mezzo un metro sopra la rete e caricando di ettolitri di adrenalina il pallone. Stavolta però non ce l’ha fatta. “Sono stanco”, aveva detto ieri alla famiglia. Oggi il campione è andato in panchina. Continua dopo la foto






Michele Pasinato era molto di più di un giocatore di volley. Era l’emblema della dedizione e dell’amore per questo sport. Una tragedia, la sua, che porta alla memoria quella di un altro campione di quel meraviglioso e impossibile da replicare gruppo: Vigor Bovolenta, scomparso mentre era sul campo tradito da quel fisico che sembrava indistruttibile. Continua dopo la foto






Un colosso di 194 cm Michele Pasinato, le sue cannonate oltre i 100km/h sono fulmini che attraversano i ricordi. Con la Nazionale di Julio Velasco Michele Pasinato ha vinto tanto, da protagonista: dall’oro mondiale a Tokyo nel 1988, passando per gli Europei di Turku e Atene nel 1993 e 1995. Grazie alle sue 256 presenze con l’Italia, divenne uno degli elementi cardine della famosa “Generazione di Fenomeni” e nel 1999 ottenne l’onorificenza della Medaglia d’oro al Valore Atletico. Continua dopo la foto



 


“Una passione – scrive la Gazzetta dello Sport – che ha trasmesso ai due figli, una passione trasmetteva a tutti i ragazzi della Pallavolo Padova che hanno avuto l’onore di poter essere allenati da lui e che da ieri hanno perso un padre, oltre che un maestro di pallavolo. Se n’è andato in silenzio, il Paso. Come era nel suo stile. La pallavolo italiana, da oggi, è un po’ più povera”.

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