Sport italiano in lutto, la leggenda dello sci azzurro morto all’improvviso


Dramma nello sport italiano. Se n’è andata ieri una leggenda dello sci. Azzurro per anni, nel suo palmares anche un bronzo olimpico alle olimpiadi di Sapporo del 1972. Centinaia i messaggi arrivati sui social “Mi spiace molto, compivamo gli anni insieme a Solda negli anni Novanta, quando si faceva la “Settimana dei Campioni” condoglianze alla famiglia”. E ancora: “Mi dispiace molto. È stato una persona che ci ha fatto sognare per tanti anni insieme a Gustav”.

A far ancora più male il modo in cui si è verificata la morte del campione. Un ictus improvviso che niente lasciava presagire viste le sue condizioni di salute ottime. Classe 1950, aveva scritto pagine importanti sci azzurro, capace di conquistare due vittorie in Coppa del Mondo, negli slalom di Madonna di Campiglio e Pra Loup tra il 17 e il 18 marzo 1972, praticamente un mese dopo la giornata che lo portò su un podio olimpico. Colse la medaglia di bronzo nello slalom dei Giochi di Sapporo 1972, preceduto dalla grande sorpresa “Paco” Ochoa, medaglia d’oro, e dal cugino Gustav, che fu argento con una grande rimonta nella seconda manche. Continua dopo la foto






Parliamo di Roland Thoeni, stroncato da un malore all’ospedale di Bolzano dopo essere stato ricoverato nella giornata di venerdì; da sempre legatissimo alla sua Val Venosta, viveva a Solda, a pochi km dal cugino Gustav che ora ne piange, come tutti gli appassionati, la scomparsa. Roland Thoeni faceva parte di quella squadra poi ribattezzata ‘valanga azzurra’. Ecco il ricordo di chi l’ha Valanga l’ha raccontata fin dal primo giorno, Massimo Di Marco, fondatore di Sciareamagazine. Continua dopo la foto






“Morire il giorno di Pasqua. Piangere a Pasqua. Nella strada della vita un giorno è uguale all’altro ma si può cogliere un po’ della sua ironia in ciò che gli capita proprio in un giorno di grande festa. Rolly era proprio così, eternamente sorridente, faceto, fantasioso.
Forse è questa indole un po’ surreale che gli ha impedito di spaccare il mondo. Come atleta era sicuramente un tipo da trofei e medaglie, in fondo non è che sia pochissima cosa una medaglia di bronzo nello slalom di Sapporo 72″. Continua dopo la foto



 


E conclude: “In Coppa del Mondo ha vinto a Campiglio e Pra Loup. E qui, Bonnet, il giorno della sua vittoria ricordo che disse a Cotelli: “ Mi sembra un bel fenomeno, non farlo vincere troppo. Preferiva lo slalom ma faceva anche il gigante e la discesa, faceva tutto un po’ da mattacchione, un po’ come Stricker che però, nato per fare l’attore, era anche tragico. Rolly no. Compiaciuto di essere il cuginetto di Gustavo si è trovato a dover recitare come per un impegno di famiglia. Gustavo vinceva, diceva due parole, quando esagerava tre, e spariva”.

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