“Come hanno trovato il suo cuore”. Maradona, risultati choc dell’autopsia: cosa è emerso dall’esame


Diego Armando Maradona è morto per una “insufficienza cardiaca acuta”, evidenziata in un “paziente con una miocardiopatia dilatativa”. Questo l’esito dell’autopsia a cui è stato sottoposto il corpo del Pibe de oro. Maradona è deceduto il 25 novembre all’età di 60 anni.

Come rivelato anche dalla prima autopsia, eseguita tra le 19.30 e le 22 di mercoledì nell’ospedale di San Fernando, Diego Armando Maradona è morto a causa di un’insufficienza cardiaca provocata da “un edema polmonare acuto”. La notizia era stata anticipata poche ore dopo il decesso del campione dalla stampa argentina, a cominciare dai quotidiani Clarin e La Nacion. (Continua a leggere dopo la foto)






Domani nei laboratori argentini saranno analizzati il sangue, le urine e i tamponi nasali prelevati durante l’autopsia, oltre appunto al muscolo cardiaco. La notizia è riportata dall’agenzia di stampa statale Telam. Secondo l’agenzia, che cita fonti giudiziarie, le analisi fatte domani in laboratorio sono necessarie per cercare tracce di alcol, droghe o di altre sostanza che possano aver inciso sul destino di Maradona. (Continua a leggere dopo la foto)






La maggior parte delle perizie degli esperti inizierà mercoledì presso la sede della Soprintendenza della Polizia Scientifica nella città di La Plata. Ci sarà anche l’esame istopatologico, che studierà gli organi e tessuti del Pibe de oro, come il cuore, che secondo quanto riporta la stampa argentina pesava più di 500 grammi, quasi il doppio del peso di un cuore normale. (Continua a leggere dopo la foto) 



 

La “cardiomiopatia dilatativa” esordisce spesso con respiro affannoso e affaticamento. Può essere determinata da diversi fattori che possono comprendere infezioni virali o disturbi ormonali.

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