Sport in lutto: dopo aver lottato fino alla fine contro un brutto male si è spento a soli 35 anni


Il mondo dello sport e del calcio piange la scomparsa di Rocco Augelli. Il calciatore aveva soltanto 35 anni e, nonostante abbia lottato con tutte le sue forze per sconfiggere il tumore, non ce l’ha fatta ed è spirato. Era lo storico attaccante dell’Atletico Vieste, una compagine foggiana. La sua morte è sopraggiunta a Manfredonia a causa di un raro cancro al cervello, con il quale lottava duramente da quasi due anni. In Eccellenza Pugliese era decisamente un top player della categoria.

Infatti, è stato autore di una quantità industriale di reti. Alcuni mesi fa aveva però lasciato l’Italia per tentare un viaggio della speranza in Germania. Nel territorio tedesco si era infatti sottoposto a delle cure sperimentali, senza però ottenere buoni risultati. Tantissime persone e colleghi gli avevano manifestato vicinanza ed affetto non solo simbolico. Era stata avviata una raccolta fondi, aperta per sostenere le cure. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, aveva intrapreso un’altra avventura. (Continua dopo la foto)






A partire dal giugno 2019 era diventato allenatore in seconda del San Marco in Lamis Calcio. Augelli lascia la fidanzata Carmela, i genitori e il suo fratello gemello Paolo. Questa gravissima perdita ha ovviamente scosso tutti i suoi amici e gli ex compagni di squadra. La società foggiana lo ha salutato così: “Dopo aver combattuto per due anni contro un terribile male, mister Rocco Augelli è salito al cielo. Per noi è stato un onore e un piacere averlo nel nostro team celeste granata”. (Continua dopo la foto)






Nato a San Giovanni Rotondo, era famoso soprattutto per il suo passo ed era soprannominato la ‘Gazzella del Gargano’. Con la casacca dell’Atletico Vieste è stato in grado di realizzare la bellezza di 150 gol. Aveva militato anche nelle fila di Trani e Barletta. La sua malattia era stata scoperta precisamente il 30 novembre del 2018, quando avrebbe dovuto iniziare gli allenamenti con una nuova squadra. Il tumore cerebrale era non solo rarissimo, ma anche estremamente devastante. E l’esito è stato fatale. (Continua dopo la foto)



Nel novembre scorso tutti erano rimasti emozionati quando era tornato da avversario a Vieste. Al termine della partita, il capitano del team dauno, Francesco Sollitto, gli aveva messo la fascia da capitano al braccio sinistro. E tutto il pubblico era esploso tributandogli applausi scroscianti. Il San Marco “ricorda un uomo di grandissimi valori morali”.

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