“Devo operarmi di nuovo”. Il calcio italiano trema per il suo campione, la lotta contro il cancro non è ancora finita


“Come sto? La mia battaglia dura da otto anni, mancano dieci giorni alla mia quarta operazione chirurgica. Bisogna parlare di prevenzione. In tutti questi anni ho approfondito molto la cosa, partecipo a iniziative che riguardano questa malattia, questo cancro, che fa numeri terribili, ogni anno. Non ci sono altre strade rispetto alla prevenzione. La medicina è migliorata, ma l’unica vera arma che tutti noi abbiamo è la prevenzione”. Così Sebino Nela ha raccontato la sua malattia ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”.

“Noi maschietti abbiamo più paura rispetto alle donne di andare dal medico, tendiamo a rimandare sempre alla settimana prossima, non andiamo volentieri dai medici, mentre oggi anche con un semplice prelievo si possono capire molte cose. Non auguro a nessuno di fare tre anni di chemio, ci sono momenti in cui pensi di non poterne venire fuori. Tra dieci giorni affronterò la mia quarta operazione, dobbiamo fare un po’ di pulizia, abbiamo trovato qualcosa che non va bene, c’è da ripulire un po’”, conclude l’ex calciatore di Genoa, Roma e Napoli. Continua dopo la foto






Sebino Nela aveva raccontato la sua malattia lo scorso febbraio. “La cosa brutta di questo male è che gioisci, dici ho vinto, e poi scopri che a distanza di sei, sette, otto anni ritorna. Il cancro quando arriva non ti lascia più. Torna come realtà o come minaccia. Sta sempre lì. “Se ho visto la morte in faccia? Ho metabolizzato questa cosa. Non so quante volte mi sono ritrovato di notte a piangere nel letto”. Continua dopo la foto






Poi ancora: “Ci ho pensato un miliardo di volte. E sai che ti dico, se domani dovesse succedere, ‘sti cazzi…’. Ti parte un film di tutto quello che hai fatto, il bene e il male. Alla fine, sono soddisfatto della persona che sono. Non ho rimpianti, posso morire anche domani”. Continua dopo la foto



 


Sebino Nela esordì in Serie A con la maglia giallorossa a 20 anni, il 13 settembre 1981. Con i capitolini vinse lo scudetto della stagione 1982-1983. Fu anche impiegato in nazionale, con la quale esordì il 22 maggio 1984 contro la Germania Ovest, in una gara amichevole organizzata per l’ottantesimo anniversario della FIFA; giocò i primi 70 minuti, venendo sostituito da Claudio Gentile. In totale 5 presenze in azzurro e il mondiale di Messico ‘86

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