Sport italiano in lutto. Con lui se ne va un pezzo di storia: “Oggi è un giorno triste”


Bruttissima notizia per il mondo dello sport e in particolare per il mondo del calcio. Nella giornata di oggi, mercoledì 16 settembre, è infatti deceduto una delle figure più importanti del panorama calcistico italiana. All’età di 92 anni è morto Fino Fini, il medico della Nazionale azzurra durante i Mondiali del 1982 in Spagna, vinti proprio dall’Italia. Come medico degli azzurri ha lavorato per ben 20 anni. Una perdita dunque inestimabile, che ha scosso praticamente tutti gli sportivi.

Lui era un grandissimo conoscitore e amante del calcio ed è stato anche colui che ha ideato il Museo del calcio, inaugurato a Coverciano nel 2000 e che rappresenta un faro per la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Quando aveva compiuto 90 anni nel 2018, era stato festeggiato da moltissimi suoi vecchi amici. Tra questi spiccavano ‘Picchio’ De Sisti e Giancarlo Antognoni, Renzo Ulivieri e non solo. Solamente un atleta è stato in grado di disputare 5 Mondiali, ovvero Gianluigi Buffon. (Continua dopo la foto)






Ma è stato Fino Fini a prendere parte a più Campionati del Mondo. Infatti, è stato dottore dell’Italia per ben 6 volte ai Mondiali. La sua prima esperienza è stata nel 1962 in Cile, poi spicca su tutte il 1982 con il successo italiano per 3-1 sulla Germania Ovest nella finalissima. Nel 1968, quando la nostra Nazionale vinse il suo primo ed unico Europeo, c’era sempre lui in veste di medico. Chi lo conosceva molto bene afferma che era davvero una delle persone che capiva di più di calcio. (Continua dopo la foto)






Turbato e molto triste per la bruttissima perdita anche il presidente della Figc, Gabriele Gravina, che ha voluto omaggiarlo con queste parole: “Oggi è un giorno triste per Coverciano, l’Azzurro e il calcio italiano. La scomparsa di Fino Fini è una grave perdita per il nostro movimento, per quello che ha fatto da medico della Nazionale e poi da segretario del Settore Tecnico, e come ideatore del Museo del Calcio, ma anche per la sua passione, il suo entusiasmo, la sua infinita cultura”. (Continua dopo la foto)



Gravina ha aggiunto ancora: “Voglio ricordarlo con la cura, che sconfinava quasi nella gelosia, con cui si prendeva cura dei cimeli del Museo, di cui conosceva benissimo l’origine e l’epica che amiamo celebrare. In questo atteggiamento c’è il suo più grande lascito: l’unico modo per conquistarci un futuro radioso è tutelare la nostra storia. Grazie di tutto, ciao Fino”.

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