Lutto in serie A: Andrea Rinaldi dell’Atalanta morto a 19 anni. Stroncato sul colpo: cosa è successo


Una notizia drammatica ha scosso il mondo dello sport e in particolare il calcio. Il giocatore dell’Atalanta Andrea Rinaldi, 19 anni, è morto a causa di un aneurisma cerebrale. In questa stagione sportiva, poi interrotta per l’emergenza sanitaria, stava giocando nel Legnano, dove era giunto in prestito proprio dalla società di Bergamo. Ad annunciare la sua prematura scomparsa è stato il procuratore del ragazzo, Marco Montesarchio, attraverso un post pubblicato su Facebook.

Rinaldi ha lottato alcuni giorni, ma non ce l’ha fatta gettando nel dolore tutti i suoi compagni di squadra e ovviamente la sua famiglia. Nelle fila del Legnano aveva disputato quest’anno 23 partite, impreziosite da 1 rete realizzata in campionato. Nella stagione agonistica 2018-2019 aveva indossato la maglia dell’Imolese in Serie C. Avrebbe compiuto 20 anni il prossimo mese di giugno. Il malore lo aveva colto improvvisamente all’interno della sua abitazione. (Continua dopo la foto)










Questo dunque il messaggio scritto dal suo agente: “Questa è una notizia che non vorresti mai dover dare o ricevere anche per chi, come me, ti conosceva solo da un anno. Fu tuo padre ad organizzare l’incontro, bastò poco ad entrambi per capire subito che condividevamo gli stessi principi per poter iniziare a lavorare insieme. Sono stato davvero fortunato ad averti conosciuto e sono contento che le nostre strade si siano incrociate anche se per così poco tempo…”. (Continua dopo la foto)






Montesarchio ha aggiunto: “Spero d’averti potuto lasciare qualcosa di positivo come tu sicuramente hai fatto con me. Sei sempre stato corretto e leale con tutti, era il tuo modo di essere dentro e fuori dal campo di calcio. Quel rettangolo verde che era la tua vita! Avrei voluto poter gioire con te per un tuo ritorno tra i professionisti, te lo saresti meritato dopo una stagione esaltante a Legnano. Poi avevamo ancora tantissimi traguardi da dover raggiungere, come quelli che iniziavamo a programmare”. (Continua dopo la foto)



Il procuratore ha scritto in seguito: “Purtroppo il destino ha voluto che un malore ti portasse via in un attimo. La tua vita è stata breve, ma vissuta intensamente perché eri un lottatore. Per me è stato un onore averti avuto tra i miei assistiti e mi piacerà ricordarti così, con quel motto che ti rappresentava tanto: ‘Se non lotti per ciò che desideri, non piangere per ciò che perdi’. Ciao Andrea Rinaldi, fai buon viaggio”.

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