Coronavirus, “ecco cosa succederà a 6 palestre su 10”. La possibile data di riapertura


Niente palestra da due mesi. Questo è il bilancio di tutti coloro che adorano passare qualche ora tra pesi, tapis roulant e macchinari. L’economia della categoria è crollata a picco naturalmente: i numeri di una ricerca dell’International Fitness Observatory, in collaborazione con Fitness Network Italia sono impietosi: solo sei palestre su dieci sopravvivrebbero ad una chiusura di due mesi, e l’82% chiuderebbe i battenti al quarto mese. Numeri da catastrofe, per un settore di mercato da 2,3 miliardi di euro che perde mensilmente tra il 5 e il 10% del fatturato annuale, e che ora dovrà affrontare il problema della ripartenza con due questioni sul tavolo: le inevitabili misure di sicurezza, e il rapporto con i clienti più fedeli che avevano sottoscritto abbonamenti annuali.

“Abbiamo avviato un confronto nazionale con l’Unione Nazionale Consumatori per decidere le linee guida e le best practice, per garantire i diritti dei clienti ma anche per tutelare il settore”, spiega Andrea Pambianchi, presidente di Fitness Network Italia. Eppure tantissimi italiani (e cittadini in tutto il mondo) non si sono rasseganti e tra esercizi a corpo libero, videotutorial su YouTube, lezioni in diretta Instagram e sedute di gruppo su Skype, in tanti hanno inserito tra le proprie routine l’allenamento da casa. (Continua a leggere dopo la foto)










Con una buona fetta di novizi, pescati tra coloro che non avevano il tempo di frequentare piscine e centri sportivi, e che hanno riscoperto il benessere fisico seguendo l’esempio di sportivi e vip sui propri profili social. Tantissimi gli insegnanti di fitness che usufruiscono di app appena lanciate che permettono loro di far pagare la lezione. Insomma, qualcosa si muove e la necessità, dettata e accelerata inesorabilmente dall’emergenza coronavirus, sta dando pian piano si suoi frutti. (Continua a leggere dopo la foto)






Ma niente a che vedere con le palestre come luoghi di aggregazione e sport. “Immaginavamo entro un paio d’anni una diversificazione dell’offerta, con le videolezioni a completare il servizio per i clienti – aggiunge Pambianchi – quel che è successo ha anticipato nettamente questo processo. Si tratta però comunque di un ulteriore aggravio, perché spesso la lezione a distanza, fornita da un istruttore retribuito, viene fornita gratuitamente”. Una rivoluzione anche in questo campo. Ma quando potremmo tornare in palestra? Qualcuno dice a settembre, altri, più ottimisti, hanno fatto circolare come possibile data per la ripartenza dei centri fitness l’8 giugno, anche se pare abbastanza improbabile. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Al momento, dunque, si tratta solo di ipotesi, la ripresa di queste attività non è stata calendarizzata e gli esperti sono ancora al lavoro per decidere il da farsi, ma è certo che come requisiti per riaprire palestre e piscine dovranno avere: poche persone negli spazi, con il rispetto della distanza di sicurezza e ingressi contingentati, con conseguente divieto delle attività e delle lezioni di gruppo, igienizzanti all’ingresso, pulizia costante di locali, attrezzi e spogliatoi. Da sciogliere, poi, ancora il nodo se si dovranno indossare mascherine e guanti monouso durante l’attività fisica.

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