”Inchiodata nel letto di ospedale in attesa della morte”. La tragedia dell’atleta italiana che ha sconvolto tutti. Prima le Olimpiadi, poi… Pelle d’oca


 

È arrivata 29esima nella maratona alle Olimpiadi di Pechino. Nel 2008 raggiunse il picco della sua carriera ma oggi se la passa davvero male. La ex atleta azzurra oggi è bloccata su un letto di ospedale senza cure, giace inerme in attesa della sua morte. Una storia da pelle d’oca che il quotidiano ”Il Tempo” ha raccontato. Una storia drammatica, che è iniziata nel 2013. Sembrava tutto normale, o meglio non sembrava nulla di che oltre a un semplice affaticamento muscolare. Ma l’atleta non si era preoccupata oltremodo dal momento che, quando si lavora nel mondo dello sport, si mettono in conto problematiche fisiche. La donna, però, non si era accorta che si trattava di qualcosa di diverso. Oltre all’affaticamento, la donna aveva spesso formicolii e febbre. Non lo sapeva ma si trattava di un tumore al timo. Tumore che le ha imposto di sottoporsi a un intervento per rimuoverlo. A seguito dell’intervento, però, le è venuta la polmonite e poi un’ulteriore complicazione: la paralisi dalla vita in giù. Continua a leggere dopo la foto 



E ora la donna si trova all’ospedale Sant’Andrea di Roma senza possibilità di guarigione. Protagonista di questa storia tremenda, Vincenza Sicari che, dalla vita, non si aspetta più nulla. A Milano, dal professor  Mariani, è arrivata la triste sentenza: è un problema neuromuscolare, il suo. Le cause sono sconosciute. E le cure, ovviamente, anche. “Ho una mutazione genetica che sembrerebbe il primo caso in Italia, secondo quanto emerge dalle biopsie ma nessuno fa niente per curarmi. Ho 37 anni, sono ridotta a pesare 30 chili e non mi muovo più”, è l’appello di Vincenza Sicari. Continua a leggere dopo le foto



 

 

“Spero che qualcuno dall’alto si renda conto di quello che sta succedendo e prenda in mano questa situazione. Io voglio solamente ripetere gli esami, poi se qualcuno ha sbagliato in passato se la vedrà con gli avvocati. Sono sicura di non avere una malattia rara, questa è l’unica cosa che mi dà la forza di andare avanti”.   La ragazza, però, non è sola: sono tantissime le iniziative per raccogliere fondi ogni anno. Alcuni esempi? Il presidente del Coni,  Giovanni Malagò, ha preso a cuore la vicenda, così come la Federazione Italiana di Atletica Leggera. Non solo: anche l’onorevole  Matteo dell’Osso  del Movimento 5 Stelle, affetto da sclerosi multipla si sta occupando della vicenda. Il prossimo passaggio? Si spera che la domanda di Vincenza di essere trasferita al Policlinico di Tor Vergata venga accolta. Anche noi, con lei incrociamo le dita. 

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