”Il mio Matteo? Ora vi dico come sta”. Leonardo Bonucci si confessa. Il campione della Juventus svela come ha scoperto la malattia di suo figlio e racconta quei terribili momenti: ”Ho pensato a tutto…”


 

Le sue lacrime durante una conferenza stampa con la Nazionale avevano fatto il giro del mondo. Leonardo Bonucci si era commosso ripensando alla malattia del figlio Matteo, che gli aveva fatto riscoprire le priorità della vita. Oggi che la paura è passata, il difensore della Juventus trova la forza di tornare a parlarne tramite un’intervista esclusiva molto intensa rilasciata a Repubblica. “Ho festeggiato il Natale a Viterbo, casa mia, con tutta la famiglia – racconta Bonucci –. Papà dipendente Telecom, mamma contabile in un’azienda di termoidraulica. Il Capodanno invece sarà a Sestriere con mia moglie Martina e i nostri figli. Lorenzo Filippo che compirà cinque anni a luglio e Matteo Marco, tre il prossimo maggio. Momenti semplici, con un regalo che ci ha fatto qualcuno più grande di noi”. ” La paura è durata da luglio sino a pochi giorni fa. A Matteo ora ripetiamo spesso una sorta di mantra: sei tu il nostro campione, hai vinto la partita più difficile. Gli leggo libri di favole, le storie di Cars. È tornato a giocare con suo fratello, presto potranno anche ricominciare a fare la lotta. Finalmente sta bene fisicamente e psicologicamente.” (Continua a leggere dopo la foto)

 

Merry Christmas! ?

Una foto pubblicata da Leonardo Bonucci (@bonuccileo19) in data: 25 Dic 2016 alle ore 01:53 PST

Bonucci ha ricordato passo dopo passo tutti i momenti che lo hanno portato alla scoperta della malattia del figlio. ”Estate, vacanze a Formentera dopo i campionati europei in Francia. Tre settimane prima a Matteo era stata rimossa una piccola ernia inguinale. Una sciocchezza, eppure abbiamo la sensazione che Matteo sia diventato un bimbo diverso.  All’inizio pensiamo che la ragione sia da ricercare in un residuo di anestesia da smaltire, ma poi una serie di suoi comportamenti ci preoccupano. Torniamo immediatamente a Torino, decide mia moglie. Gli esami diagnostici rivelano una patologia acuta. Bisogna intervenire subito. Il giorno successivo Matteo entra in sala operatoria alle otto della mattina e ne esce alle quattro del pomeriggio”.

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Ore tremende ovviamente per il calciatore della Juve: “Mentre superava le porte della chirurgia Matteo ci ha fatto il verso del leone, come se volesse infondere coraggio più a noi che a sé. Dopo ho raccolto il suo peluche, un orsetto bianco, mi sono seduto in un angolo della stanza e ho fatto una chiacchierata con Dio: sia fatta la tua volontà, gli ho detto, ma non dimenticare che è solo un bambino. Poi sono uscito dall’ospedale e ho trovato ad aspettarmi una trentina di persone, famigliari e amici. Qualcuno aveva chiesto un permesso dal lavoro, altri avevano chiuso il negozio. Per loro, per i miei compagni di squadra, per i tifosi, non soltanto della Juventus, che ci sono stati vicini in questi mesi ho pianto in tv. È stata l’emozione di un grazie. Matteo è tornato a casa il dieci agosto, a tredici giorni dall’intervento. Un recupero record”.

Il peggio però non era ancora passato per la famiglia Bonucci: “È cominciata l’attesa dei progressivi miglioramenti, la speranza che il tempo necessario a dissipare i timori scorresse rapido. Abbiamo spiegato la situazione a Lorenzo, abbiamo parlato a lungo e pazientemente con Matteo per renderlo consapevole che era successo qualcosa di molto importante, ma che non doveva avere paura perché sarebbe tornato come prima. In quelle settimane sono stato sfiorato dall’idea di abbandonare il calcio, avevo completamente accantonato l’obbligo di pensare al mio lavoro. Proprio non ci riuscivo”.

“Ecco che è successo in quei mesi d’inferno”. Dopo quei drammatici giorni, Leonardo Bonucci parla per la prima volta della malattia del figlio Matteo