“Sequestrato” dai tifosi, Rino Gattuso si convince: resta a Creta


Hanno vinto i tifosi. Gattuso rimane sulla panchina dell’Ofi Creta, dalla quale aveva rassegnato le dimissioni ieri pomeriggio. Per convincere uno che si soprannome fa Ringhio, i cretesi non sono andati per il sottile. Stanotte si sono accampati in centinaia con le tende sotto casa sua, stamattina sono arrivati in massa al centro di allenamento del club dove il nostro pensava di fare un discorso di addio e lo hanno circondato.  (continua dopo la foto)



“Non ti lasceremo partire, abbiamo bisogno di te” gli hanno detto. Alla fine Gattuso ha ceduto: “Mai capitato niente del genere: è stata una dimostrazione d’affetto incredibile. Ma la sostanza del problema rimane: da 4 mesi non mi è possibile dedicarmi al mio ruolo di allenatore, perché contemporaneamente devo occuparmi di tutto, anche dei più piccoli problemi”. (continua dopo la foto)


Ennesima avventura per l’ex giocatore campione del mondo. Magari buona per un sequel di “Se uno nasce quadrato non muore tondo”, la fortunata autobiografia con i momenti più avvincenti della sua carriera,  dagli esordi col Perugia alla magica finale di Berlino, e tanti aneddoti  spesso esilaranti sugli anni insieme alla “grande famiglia milanista”. Storia di un uomo per cui la vita, come il calcio, è questione di grinta e polmoni, e che, se c’è da mettersi in gioco, non si risparmia mai. Neanche a Creta. (Se uno nasce quadrato non muore tondo, di Gennaro Ivan Gattuso. 164 pp, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli)