“L’ho visto cadere”. Kobe Bryant: il testimone oculare racconta cosa è successo. E si parla delle cause del disastro dell’elicottero


Un errore umano, forse solo tecnico. È presto ancora per dire cosa ci sia dietro la morte della leggenda del basket Kobe “Black Mamba” Bryant. Tutto è successo domenica 26 gennaio 2020. In Italia era sera, negli Usa le 9 del mattino. Il suo elicottero, un Sikorsky S-7 bi-turbina prodotto nel 1991, parte da Orange County, in California ma precipita a Calabasas. Nell’aerombile, considerato sicuro e affidabile, c’erano 9 persone: l’assiste coach John Altobelli già identificato dalle autorità, la figlia di Kobe, la 13enne Gianna. A bordo c’erano anche una coetanea della ragazza, Alyssa, e Keri – figlia e moglie di Altobelli, non ancora ufficializzate dalle autorità e Christina Mauser, allenatrice nella scuola basket di Bryant.

I soccorsi sono stati immediati ma vani, con l’elicottero che avrebbe preso subito fuoco una volta schiantatosi a terra. Le autorità stanno cercando di capire le cause della tragedia, il problema maggiore sembrerebbe essere stato le pessime condizioni meteo, con una fitta nebbia ma testimoni oculari sul posto dello schianto, avrebbero dichiarato che già in volo qualcosa non andava. L’elicottero era uno di quei modelli utilizzato anche in ambito governativo e militare. Continua a leggere dopo la foto








Ha volato per lo Stato dell’Illinois fino al 2015 poi è stato venduto all’ex campione del basket che lo utilizzava personalmente per spostarsi con familiari, colleghi e amici. Il Los Angeles Times ha parlato direttamente con Kurt Deetz, pilota che ha affermato di aver volato spesso con Bryant sullo stesso elicottero, velivolo privato del giocatore di basket, che si è schiantato domenica. Ha detto che l’S-76B, il modello di elicottero usato da Bryant, era considerato più che sicuro, paragonandolo a “una Cadillac, una limousine del cielo”. Continua a leggere dopo la foto








Deetz ha sostenuto che, dunque, l’elicottero non presentava alcun problema, in perfette condizioni. Più che il veivolo potrebbero essere state le condizioni nebbiose nell’area dello schianto di domenica la probabile la causa della tragedia: “La probabilità di un guasto totale del motore gemello su quell’aeromobile – ha confermato Deetz – semplicemente non può succedere”. Continua a leggere dopo la foto

 


Un testimone dell’incidente, Jerry Kocaharian, ha tuttavia dichiarato che l’elicottero sembrava presentare problemi di volo prima di cadere a terra con il pilota che sembrava essere in difficoltà: “Non aveva un buon rumore e stava volando davvero forse troppo basso”, ha detto Kocharian. “L’ho visto cadere ed esplodere. Ma è stato difficile capire cosa stesse accadendo perché c’era una fitta nebbia”. Dovremmo attendere per capire cosa sia davvero capitato.

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