Sinisa Mihajlovic, arriva il premio. Lacrime sul palco, poi l’annuncio e la standing ovation


È stata un’autentica standing ovation quella che ha accolto l’ingresso di Sinisa Mihajlovic, premiato ai Gazzetta Awards con il riconoscimento “Legend”, dedicato ai più grandi personaggi di sempre dello sport. Sono le 21.45 quando l’allenatore del Bologna sale sul palco: cappello blu, giacca di velluto scuro e tanta emozione.

Il pubblico presente appena lo vede si alza in piedi e gli dedica un lungo e commosso applauso. Mihajlovic viene accolto sul palco da Andrea Di Caro, vicedirettore della Gazzetta dello Sport. E comincia il viaggio nei ricordi. “Ora vedo il sole – rivela Mihajlovic -, vedo la fine del tunnel. Non volevo fare l’eroe, è stata una bella botta ma ho fatto quello che dovevo, petto in fuori e sguardo dritto”. (Continua a leggere dopo la foto)









“Tre momenti della mia carriera da calciatore? Ne dico 4. Il primo è il pallone di pelle comprato da mio padre, mi ricordo che ci mettevo la crema per ammorbidirlo. Poi la mia prima scarpa – usavo quelle da rugby – e quando ho vinto la Coppa dei Campioni con la Stella Rossa: entrare nella storia del calcio slavo è stato fantastico. Il quarto momento è quando ho avuto la fortuna di giocare con Mancini tutte le partite”. (Continua a leggere dopo la foto)






Mihajlovic ha scherzato con l’amico Roberto Mancini, seduto in platea, rivendicando la paternità di molti suoi gol: “I miei assist erano bellissimi”, ha detto. Poi ha ringraziato la moglie Arianna rivolgendole parole bellissime: “È l’unica persona che ha più palle di me”, ha detto l’allenatore incassando l’applauso della platea e commuovendo i presenti.

A Miha viene poi mostrato un video messaggio della mamma Viktorija: “Lei ora viene, che mi deve far ingrassare un po”, ha detto. E ancora un messaggio da parte del fratello Drazen: “Sinisa, ti amiamo. Io cerco di essere alla tua altezza. Sono orgoglioso di te”. Poi si è commosso ricordando di “non avere potuto dare il suo ultimo saluto” al padre. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“In questi mesi – ha detto Sinisa Mihajlovic – gli stessi tifosi che mi insultavano mi hanno tributato omaggi con degli striscioni che mi hanno emozionato. L’allenatore Mihajlovic si può discutere, non si può discutere l’uomo: sono sempre stato leale, ho sempre detto quello che penso, nel bene e nel male. La mia famiglia e tutto il mondo del calcio mi sono stati vicini ed è stato bello, emozionante. Mi sono sentito come in una grande famiglia. L’importante è non perdere mai la voglia di combattere. Quattro mesi fa non potevo nemmeno pensare di essere qui oggi, ma bisogna andare avanti giorno per giorno”.

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