Lutto nel calcio italiano, addio all’ex calciatore di serie A e opinionista: aveva la Sla


È morto martedì 3 dicembre in una clinica romana a 68 anni l’ex calciatore Giovanni Bertini. Come riporta l’Ansa, l’ex calciatore e opinionista televisivo era affetto da Sla. Fisico imponente e carattere esuberante, nato nel gennaio 1951 a Roma, Bertini, detto “Giovannone”, giocò da difensore negli anni ’70 con Roma (29 presenze in Serie A tra il 1969 e il 1974), Arezzo, Taranto, Fiorentina, Ascoli, Catania, Benevento.

Una volta lasciato il calcio professionistico era diventato un volto noto della televisione, intervenendo spesso in programmi locali del Lazio, tra i quali quelli di Tv 2000 e TeleRoma 56. Nel giugno 2016 gli era stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica: dal 1960 ad oggi siamo già a quasi 50 vittime della Sla tra gli ex calciatori. Numero altissimo, dato il tasso di diffusione della malattia (per fortuna molto basso). (Continua a leggere dopo la foto)







Come riporta ”La Gazzetta dello sport”, Giovanni Bertini, 68 anni, detto “Giovannone” giocò da difensore negli anni ’70. Cresciuto nell’Ostiense, arrivò nella Roma di Marchini ed esordì in A non ancora 19enne, il 14 dicembre 1969 (in Fiorentina-Roma 2-2). Nella stagione successiva le presenze si dimezzarono e nel novembre del ’71 venne ceduto in prestito all’Arezzo, dove disputò 7 gare in Serie B. Rientrato a Roma, collezionò altre 20 presenze nelle 2 stagioni successive prima di essere ceduto al Taranto. In carriera ha totalizzato 54 presenze in A e 29 in B. Su Twitter la Roma ha voluto ricordare il suo ex giocatore con un post: “La Roma piange la scomparsa di Giovanni Bertini, difensore che vestì la maglia giallorossa tra il 1969 e il 1974. Ai familiari va il cordoglio da parte del Club”. (Continua a leggere dopo la foto)






Più di un anno fa la lettera commovente della della figlia di Giovanni Bertini, Benedetta: “Sono stata in silenzio da quando nel giugno del 2016 è stata diagnosticata a mio padre la Sla. Ora chiedo di rispettare il dramma che mio padre e la mia famiglia stanno affrontando silenziosamente da quasi due anni. Sono stata in silenzio in questo periodo per due motivi ben precisi. Da figlia perché volevo tutelare mio padre dalla verità su questa terribile malattia, da confronti che inevitabilmente sarebbero stati fatti tra lui e altri ex calciatori colpiti dalla stessa patologia, di cui papà ha seguito addolorato in tv e sui giornali il drammatico decorso”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“Da giornalista, – aveva continuato Benedetta Bertini – conoscendo i meccanismi che spesso regolano il mondo dell’informazione, sono stata in silenzio per paura che questa vicenda potesse essere strumentalizzata senza la necessaria sensibilità, dimenticando la tragedia umana che stavamo e che continuiamo a vivere ogni giorno. Per questo invito tutti gli organi di informazione a rispettare il dramma che mio padre e la mia famiglia stanno affrontando silenziosamente da quasi due anni. Ci tengo a sottolineare che qualsiasi iniziativa o campagna in nome e per conto di mio padre e della mia famiglia dovevano e dovranno anche in futuro essere autorizzate da me, così come sarò io e solo io a fornire al momento opportuno qualsiasi aggiornamento sullo stato di salute di mio padre”. (Il video della premiazione di Giovanni Bertini al Coni)

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