Calcio italiano in lutto, stroncato a 51 anni da una malattia incurabile: il dolore dell’Inter


Lutto nel mondo del calcio italiano. È morto a 51 anni Alberto Rivolta, difensore dell’Inter dei record di Giovanni Trapattoni. Rivolta si è spento a Monza dopo una lunga battaglia con la malattia che lo aveva colpito, una forma rarissima di tumore del sistema nervoso centrale che l’aveva costretto alla carrozzella.

Nella sua carriera ha indossato anche le maglie di Parma, Cosenza, Livorno e Seregno, ma la sua storia è legata soprattutto a quella dell’Inter, il club con il quale debuttò in serie A (il 15 dicembre 1985 contro il Como) dopo avere militato nelle giovanili. La notizia è stata accolta con dolore anche dall’Inter, che ha subito diffuso via web il suo cordoglio, partecipando al dolore della famiglia per la scomparsa dell’ex calciatore. “FC Internazionale Milano – si legge nella nota – piange la scomparsa di Alberto Rivolta. Classe 1967, ruolo difensore, Rivolta, nato a Lissone, dopo aver militato nelle giovanili nerazzurre all’inizio degli anni ’80, debutta in Prima Squadra il 15 dicembre 1985 in Serie A contro il Como”. Continua dopo la foto







E ancora: “Nella sua esperienza nerazzurra, tra il 1985 e il 1987 e poi nella stagione 1988-1989, colleziona un totale di sette presenze. La più dolce, quella nella penultima giornata del campionato ’88-’89: una presenza che lo fece entrare nell’elenco degli eroi della stagione dello Scudetto dei Record. Inter, nel ricordare il coraggio di Rivolta nell’affrontare la malattia, si unisce al dolore dei suoi familiari portando l’abbraccio di tutto il popolo interista”. Continua dopo la foto






L’abbraccio in questi anni della malattia non è mai mancato. La società, gli ex compagni, sempre presenti per organizzare la visita a casa dello sfortunato calciatore. Ritrovi che lui viveva con entusiasmo. Si accorgeva di non essere stato dimenticato da quel mondo che tanto amava e da quei compagni coi quali aveva condiviso anche i momenti più belli della carriera. Continua dopo la foto



 


Lui, capace di sfidare a viso aperto la malattia con terribili operazioni, sarà ricordato non solo per quello che ha fatto in campo, ma anche quale uomo coraggioso, esempio per molti anche per la dignità e la forza con cui ha affrontato i difficili anni della malattia.

Ti potrebbe interessare:“Mi piange il cuore”. Adriana Volpe, amara confessione sui social: tutti al suo fianco

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it