Sport in lutto, il suo ultimo sogno si è esaudito. Addio a Marieke Vervoort, la campionessa che faceva sognare


L’atleta paralimpica belga Marieke Vervoort, campionessa di 100 m ai Giochi di Londra del 2012, è morta dopo aver scelto l’eutanasia all’età di 40 anni. Con una rara malattia muscolare degenerativa alle gambe, l’atleta belga già nell’agosto 2016, poco prima dei suoi ultimi Giochi a Rio, aveva annunciato che avrebbe fatto ricorso all’eutanasia in caso di aggravamento della sua malattia che le provocava dolori costanti, crisi epilettiche, paralisi delle gambe e le impediva di dormire.

Nel 2008 Marieke Vervoortaveva firmato i documenti che le avrebbero permesso in seguito di fare ricorso all’eutanasia, che in Belgio è legale, e un comunicato della sua famiglia ha confermato la sua morte, avvenuta martedì. L’atleta belga aveva raccontato che la malattia le causava dolori atroci, paralisi delle gambe e crisi epilettiche, costringendola ad assumere altissime dosi di antidolorifici e morfina. (Continua a leggere dopo la foto)








La notizia data dai quotidiani belgi è stata data tramite un comunicato della sua città natale di Diest. Nel documento di legge che Marieke “ha risposto alla sua scelta martedì sera”. A BBC, nel 2016, l’atleta paralimpica aveva detto: ”a volte mi sento molto molto male, mi vengono delle crisi epilettiche, piango e grido dal dolore”. Marieke Vervoort si era dedicata allo sport con grande successo, iniziando con il basket su sedia a rotelle per poi passare al nuoto e quindi al triathlon. (Continua a leggere dopo la foto)




Divenuta campionessa mondiale di paratriathlon nel 2006, nell’ottobre 2007 corona uno dei suoi sogni partecipando al leggendario Ironman delle Hawaii. Vervoort, che gareggiava in carrozzina, aveva vinto una medaglia d’oro nei 100 metri T52 e un argento nei 200 metri T52 alle Paralimpiadi di Londra 2012; alle Paralimpiadi di Rio, nel 2016, aveva vinto l’argento nei 400 metri (T51/52) e il bronzo nei 100 metri (T51/52). L’atleta è stata tre volte campionessa del mondo sui 100, 200 e 400 metri nel 2015 a Doha, in Quatar. (Continua a leggere dopo la foto)


 

A settembre Marieke, soprannominata “Wielemie”, aveva esaudito il suo ultimo desiderio guidando una Lamborghini Huracan Evolution sul circuito di Zolder. “Sono stata in grado di realizzare molti sogni, questo è l’ultimo”.

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