Mihajlovic, la battaglia contro il cancro è cominciata. Finito il primo ciclo di chemio


Gli occhi lucidi, la voce rotta, il momento più difficile di una vita per Sinisa Mihajlovic. “Ho fatto alcuni esami dove si sono scoperte alcune anomalie che non c’erano qualche mese fa. Voglio essere chiaro. Prima di partire per il ritiro ho detto che avevo la febbre, ma convincere mia moglie che avevo la febbre era difficile, perché sono quarant’anni che non l’avevo. Quel giorno dovevo fare ulteriori esami alle 15, ed è venuta fuori la sentenza: leucemia. E ho preso una bella botta. Sono stato chiuso in casa a riflettere, piangere, ti passa tutta la vita davanti”.

E gli erano scappate due lacrime. “Non sono due lacrime di paura: la malattia la rispetto ma la vincerò guardandola negli occhi, martedì comincerò e non vedo l’ora, prima si comincia e prima finisco. È una malattia in fase acuta ma si può guarire e sconfiggere”. Così aveva parlato Sinisa Mihajlovic annunciando al mondo del calcio di essere malato di cancro. Continua dopo la foto







Sono passati pochi giorni da quei momenti e Sinisa Mihajlovic ha mantenuto la promessa: ha iniziato a combattere. Il campione ex di Inter e Lazio ha completato “senza particolari complicazioni” il ciclo di chemioterapia iniziato giovedì 18 luglio. La risposta terapeutica “è stata conforme alle aspettative dei medici del reparto di ematologia dell’Istituto Seragnoli del Policlinico Sant’Orsola diretto dal Prof. Cavo”. Continua dopo la foto





Lo si legge in un aggiornamento sulle condizioni cliniche dell’allenatore serbo del Bologna, pubblicato sul sito del club, Ora il tecnico, prosegue la società, “continuerà ancora per almeno tre settimane il ricovero presso lo stesso istituto per monitorare i parametri ematici e clinici. Nel frattempo potrà interagire con il suo staff e seguire dall’ospedale il nuovo ritiro della squadra in Austria che inizierà il 25 luglio”. Continua dopo la foto


 


Le prime avvisaglie Sinisa Mihajlovic le aveva avute il giorno prima del ritiro: non si sentiva bene – era il 10 luglio – e aveva deciso proprio per una insistente febbre di non partire con la squadra. Quella che inizialmente era febbre si è poi rivelata qualcosa di più serio, per la quale Sinisa – come sempre nella sua vita – combatterà. “

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