“Ti ammazziamo”. La minaccia choc del boss scuote il calcio italiano. Vittima, lui, idolo di Serie A


 

“Attì, dacci i soldi che ci devi o domani vengo al campo e non sarò carino per niente, te lo sto’ a di’ per l’ ultima volta”. Lui, un boss della malavita romana, è Antonio Boi. L’altro, l’uomo minacciato, è un ex gloria del calcio italiano e idolo delle tifoserie di Roma e Genova. Attilio Gregori, numero 1 che difese la porta capitolina e quella portuale negli anni ’80.

 

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Come scrive il Messaggero, nel 2012, quando era allenatore della Lupa Frascati, gli agenti incapparono nella sua voce durante un’ intercettazione in un’ inchiesta sui videopoker, scoprendo che aveva un debito di gioco per un importo pari a 74 mila euro con un esattore della malavita romana.  L’ allenatore della Lupa Frascati cercò di rassicurare il creditore: “Ho messo in vendita – spiegò al telefono – un terreno a 120 mila euro”. Ma Boi andò non fu rassicurato per nulla da queste parole: “Se non saldi tutto entro gennaio – sbottò – tua moglie dovrà fare le cambiali. Così, se non paga, mi prendo gli immobili. Ti sei giocato li soldi mia, capito Attì”. La telefonata va avanti con l,a replica di Gregori: “Fammi ammazzà, che ti devo di’ Anto”, rispose l’ ex portiere della Roma. Ora, dopo una lunga serie di indagini  sono finiti padrini e insospettabili prestanome. 

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