“So che rischio, ma lo faccio”. Alex Zanardi, la decisione choc: i fan preoccupati


 

Un nome che gli italiani hanno sempre associato al coraggio e alla determinazione, quella con cui ha guardato negli occhi una vita che gli aveva giocato un terribile scherzo senza mai piegarsi, pronto ad andare avanti per la sua strada. Alex Zanardi, pilota che ha perso entrambe le gambe in un gravissimo incidente nel 2001, ancora una volta ha sorpreso i fan con la sua ultima decisione: quella di tornare a correre sulle quattro ruote, suo amore di sempre. “Crescendo, lavorando, vivendo, acquisisci maturità, capacità di riflessione, si diventa meno vulnerabili. Sono sempre stato abbastanza ben dotato nel difendermi dall’irrazionale. Mi si passi la battuta: sono sempre stato con i piedi per terra”. Zanardi è oggi pronto ad affrontare una nuova sfida: gareggerà al Dtm, uno dei campionati automobilistici più competitivi al mondo.”Questa è la vita, dobbiamo essere consapevoli che comporta dei rischi. Ma io penso di avere già dato. Per questo ho deciso di vivere e fare le cose che amo”. Lo ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera. (Continua a leggere dopo la foto)



  “Io sono uno accogliente – spiega ancora Zanardi – verso nuove sfide e nuove esperienze. Il Dtm è uno dei miei sogni: la Bmw una grande squadra, una macchina formidabile, e io sono pronto. Consapevole che troverò piloti fortissimi, non certo vecchie glorie, ma giovani molto preparati, di talento. Sarà dura. Sarà tosto”. Come sempre, Alex non si accontenterò di fare la comparsa e spiega di essere tornato al volante per raggiungere obiettivi importanti e togliersi qualche soddisfazione. “È una sfida ricca di motivazioni, troverò avversari temibili, ma in passato è già successo che li guardavo dai miei specchietti retrovisori”. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Al suo fianco come sempre la moglie Daniela e il pubblico: “La gente mi vuole bene. Accende la televisione e dice: ‘Vediamo cosa si è inventato Zanardi questa volta’. Sarà così anche con il ritorno alle macchine da corsa. Tenendo presente, sia chiaro, che mi sto preparando per il Mondiale di paraciclismo a Maniago, in Friuli, dal 2 al 5 agosto. Non solo, sono sempre intenzionato a partecipare alla Paralimpiade di Tokio 2020”.  Il pilota non teme le sfide, e parla della sua disabilità: “La disabilità è una limitazione delle tue capacità oggettive, di quel kit di attrezzi fisici, diciamo così, che tu hai, rispetto alle condizioni cosiddette normali. L’handicap è la tua incapacità a fare determinate cose. Io nel mio piccolo, nel mio settore, lo sport, sono disabile ma non handicappato”.