“Nel nome di Astori”. L’omaggio da pelle d’oca dello stadio a Davide. Succede al minuto 13 della partita tra Fiorentina e Benvento. Immagini che spaccano il cuore, destinate a passare alla storia


 

La Fiorentina è da poco scesa in campo per effettuare il riscaldamento prima del match di campionato con il Benevento. Tutti i calciatori indossano la maglia numero 13 di Davide Astori, il capitano viola morto domenica scorsa durante la notte alla vigilia del match con l’Udinese. La squadra viola è stata accolta da un lungo applauso del pubblico dello stadio ‘Artemio Franchi’.
In curva Fiesole toccante striscione dedicato a Davide: “Ci sono uomini che non muoiono mai… ci sono storie che verranno tramandate in eterno… buon viaggio Capitano”. Prima dell’inizio del match tra i gigliati e il Benevento sul terreno di gioco è stato posto un grande striscione con la maglia viola numero 13 di Astori e la scritta “Capitano per sempre”. Poco prima dell’inizio del match con il Benevento, ha parlato il club manager e bandiera storica della Fiorentina Giancarlo Antognoni: “E’ stata una settimana molto difficile per tutti noi, tragica, che ci lascia il ricordo di un ragazzo stupendo, sorridente e affettuoso con tutti i compagni e con tutti noi. (Continua dopo la foto)








Oggi era comunque giusto rientrare in campo, proprio per la memoria di Davide, per smorzare la tensione che si è creata in questi giorni: il risultato conta relativamente, ma per i giocatori può essere uno sfogo importante”. Un lutto di popolo la morte di Astori. Fuori dalla basilica, dove non è stato consentito l’ingresso al pubblico “per ragioni di sicurezza”, c’erano circa 10mila persone. E bandiere e sciarpe che sventolano. Il carro funebre si è fermato davanti alla chiesa e l’ingresso della bara è stato accompagnato da un silenzio composto che è durato più di tre minuti. Ma tra i momenti più toccanti del funerale di Astori, sicuramente l’arrivo in chiesa di Francesca Fioretti. (Continua dopo le foto)





 

La compagna dello sfortunato difensore viola e mamma di Vittoria, distrutta dal dolore. Francesca, accompagnata e sostenuta da familiari e amici, era entrata in chiesa tra la commozione generale. Anche a lei si erano rivolte le parole usata nell’omelia dal cardinale Giuseppe Betori: “La fragilità della vita ci pesa in modo insopportabile, a noi uomini e donne che vorremmo avere tutto sotto controllo, essere padroni assoluti di noi stessi, delle nostre scelte, delle nostre possibilità. Della morte non abbiamo spiegazioni da offrire, che possano servire a consolare. Restiamo con il nostro dolore, soprattutto quando la morte ci toglie una persona che amiamo, un amico. È toccato a noi in questi giorni, per Davide. Non chiedetemi quindi ragioni per capire, argomenti per giustificare, motivi per essere consolati. Posso solo piangere con voi. E offrirvi qualche motivo per pensare”.

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