Sindrome di Brugada: cos’è e come potrebbe aver ucciso Davide Astori. È una delle principali cause di morte cardiaca improvvisa. Ecco quali sono i sintomi e da cosa dipende


 

È morto a soli 31 anni e le sue condizioni fisiche non avrebbero mai fatto pensare che sarebbe morto all’improvviso. Davide Astori, capitano della Fiorentina, difensore della Nazionale italiana, nulla poteva far presagire un destino così crudele. A due giorni dal decesso, il 6 marzo è stato reso noto il risultato dell’autopsia disposta per il calciatore. La causa della sua morte è descritta come “morte cardiaca senza evidenza macroscopica, verosimilmente su base bradiaritmica”, cause naturali si è detto. Secondo l’autopsia eseguita da Carlo Moreschi, docente di Medicina Legale presso l’università di Udine e Pordenone, da Gaetano Thiene al professore dell’Università di Padova e direttore del Centro di patologia vascolare con specifica competenza in materia, il cuore di Astori ha rallentato fino a fermarsi. Si tratta pertanto di una conferma di ciò che si sospettava: un arresto cardiocircolatorio avvenuto verosimilmente durante la notte. Ma stabilire perché è avvenuto questo arresto non è proprio così semplice. Una delle possibilità è la sindrome di Brugada. (continua dopo la foto)








La sindrome di Brugada (che prende il suo nome dai tre medici spagnoli che l’hanno individuata) è una patologia cardiaca ereditaria dovuta a dei disturbi dell’attività elettrica del cuore e che è difficile da rilevare proprio perché non si accompagna a degli evidenti difetti del miocardio, che è il tessuto muscolare che costituisce le pareti del cuore ed è tristemente nota come una delle principali cause di morte cardiaca improvvisa. Si tratta di una malattia del cuore che altera il ritmo cardiaco, provocando palpitazioni, sincope, aritmie ventricolari e, nei più gravi, arresto cardiaco. In alcuni casi la causa è ereditaria, in altri soggetti può insorgere dopo i 35 anni in maniera ancora inspiegabile. È molto complicato fare una diagnosi della malattia dal momento che non presenta sintomi evidenti. (continua dopo le foto)








 


Chi soffre della sindrome di Brugada solitamente ha un cuore strutturalmente sano, ma che non riesce a trasmettere gli impulsi per la contrazione cardiaca. Nel caso degli atleti professionisti nonostante siano sottoposti a visite cardiologiche ripetute è possibile che le coronarie, i vasi che portano nutrimento al cuore, possano presentare delle malformazioni congenite che predispongono all’infarto in età giovanile. L’identificazione di alterazioni coronariche è difficile perché spesso non si associa ad alcun sintomo e per identificarne la presenza sono necessari esami quali la coronarografia che non fanno parte delle metodiche di screening dei soggetti giovani per il rischio di effetti collaterali durante la procedura.

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