“Ecco perché è morto nel sonno”. Davide Astori, un dubbio che è quasi certezza. Mentre il mondo del calcio è ancora sotto choc per la scomparsa del capitano viola, nuovi dettagli sulle cause del suo decesso


“Questa mattina Davide non si è presentato a colazione: di solito lui arrivava per primo, non arrivando entro il termine ultimo siamo andati a controllare. Un massaggiatore è salito e lo ha trovato”. Così l’’addetto stampa del club viola, Arturo Mastronardi, ha spiegato ai giornalisti presenti la dinamica di quanto avvenuto al povero Astori: “Il corpo è stato portato in ospedale per l’autopsia. L’ultimo a vederlo è stato Sportiello, Astori dormiva in singola ma senza un motivo preciso. Non aveva patologie particolari: sono super controllati tutti i calciatori”. Astori come Morosini, Feher e Foe, un dramma che lascia sgomenti ma che, purtroppo, non accade per la prima volta. A dare un spiegazione ci prova Maurizio Casasco, presidente della Società italiana medici sportivi e, negli anni Novanta, direttore sportivo della Fiorentina. Perché è morto nel sonno? Il sistema cardio-vascolare e quello respiratorio sono i principali responsabili dei decessi notturni? “Le risposte sono nell’autopsia e negli esami sui campioni di sangue. Il dolore, la coscienza e lo choc ora non mi permettono di azzardare ipotesi. I controlli riescono ad abbassare molto il rischio. Anche ad individuare i possibili danni in una fase iniziale”. (Continua dopo la foto)



“Ma dobbiamo renderci conto che l’imprevisto esiste. Dobbiamo parlare di caducità umana. Anche la macchina perfetta può fermarsi in assenza di patologie diagnosticate o condizioni particolarmente a rischio”. Quanto ai controlli, parole nette erano arrivate dalle colonne di Repubblica dal professor Fabio Pigozzi, presidente della Federazione mondiale medici sportivi, rettore dell’Università del Foro Italico di Roma e cardiologo che non ha dubbi sulla serietà dei test effettuati su giocatori di calcio professionistici: “Non c’è ombra di dubbio che un fatto così sconvolgente possa colpire l’opinione pubblica e tutti noi. Ma bisogna essere seri e prima di fare ipotesi si deve attendere l’esame autoptico. (Continua dopo le foto)



 

Purtroppo, non c’è stato nessun segnale premonitore che potesse fare prevedere un’anomalia. Niente di niente alla vigilia che potesse fare prevedere un evento così fatale. Bisogna dire che i controlli che si fanno nello sport, sia a livello di base che a livello alto, in Italia sono davvero all’avanguardia: molte Nazioni d’altronde si ispirano proprio al nostro modello. C’è una legge già del 71, poi integrata successivamente, che prevede questi controlli. Posso dire in tutta onesta che siamo all’avanguardia per quanto riguarda i casi di morte improvvisa”.Stavolta però non è servito a salvare la vita a Davide.

Ti potrebbe interessare: “Non doveva succedere!”. Cristina Parodi, stavolta non la perdona nessuno. Tutto durante la diretta di Domenica In: per la conduttrice un momento per nulla positivo