Lutto nello sport italiano, se ne è andato un talento. Aveva seguito le orme del padre e il suo lavoro lo appassionava. Era amico di tutti e apprezzato per il suo stile e la sua professionalità: “Addio ‘Speed King’, ci mancherai”


 

Una bruttissima notizia ha colpito il paddock della MotoGP, questa mattina al Red Bull Ring. Nel corso della notte tra giovedì 10 e venerdì 11 agosto è morto a soli 52 anni Marco Guidetti, uno dei fotografi storici del Circus delle due ruote. Ancora una grave perdita per il mondo delle moto in questo terribile 2017. Marco aveva seguito le orme del padre Vinicio, che gli aveva trasmesso la passione per la fotografia ed anche quella per le moto. Al rientro dalla trasferta in Repubblica Ceca, nei giorni scorsi, per un malore era stato ricoverato presso l’ospedale di Bologna, si era sentito poco bene e per questo aveva saltato la trasferta in Austria, e questa notte purtroppo le sue condizioni si sono aggravate. Guidetti lascia moglie e due figli. L’ambiente della MotoGP perde non solo un fotografo appassionato, ma anche una persona con cui si poteva sempre scherzare o fare qualche chiacchiera, anche per alleggerire un po’ una giornata di lavoro. Sicuramente mancherà a tutto l’ambiente, che oggi lo ricorderà con un minuto di silenzio in sala stampa alle ore 12, ma soprattutto alla sua famiglia. (continua dopo la foto)








Soprannominato “Speed King“, Marco Guidetti, classe 1962, bolognese, è figlio d’arte: suo padre Vinicio Guidetti era un apprezzato fotografo, dal quale ha imparato l’uso della luce e la composizione. Gli inizi sono anni di fotografia, di studio e banco ottico, di fotocamere conservate con cura, di modelli ispiratori diversi, di tanti sport. Questo per dire che Marco Guidetti è un fotografo, prima ancora che interprete del mondo delle due ruote. La sua passione l’ha portato a migliorarsi sempre, dimostrando come la fotografia rappresenti un punto di ripartenza e mai uno d’arrivo. Ma il Marco quattordicenne nella vita aveva due grandi passioni: la fotografia e le motociclette. Raccontava spesso come agli inizi abbia iniziato a fotografare il motociclismo per convincere sua madre a comprargli il motorino (i piloti cadevano e non si facevano male). (continua dopo le foto)





 


Negli anni è riuscito a combinare i suoi amori e si è affermato come uno dei migliori fotografi di sport motoristici al mondo. Era il fotografo ufficiale della MotoGP. Nel capoluogo emiliano gestiva la sua agenzia fotografica, la Gemini. Il suo archivio è ricco di racconti di un’era, di una generazione di sportivi. Questo non dipende tanto dalla longevità della sua carriera, quanto dal valore dei singoli scatti. Ognuno di loro porta una firma indelebile che può fungere da elemento legante per il racconto, appunto. Sempre sorridente, gran lavoratore, amico di tutti nel paddock, mancherà moltissimo al mondo del motociclismo.

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