Cassano ‘choc’! La notizia ha davvero del clamoroso, come spesso capita quando si parla di lui. Lo avevamo visto ingrassato, triste e confuso, ma non pensavamo sarebbe andata così. Cosa sta succedendo


 

Clamoroso! Come spesso è stato detto quando si parla di lui: sia nel bene, ma soprattutto nel male. Stavolta non si sa se sia un bene o un male quello che ha fatto, ma di sicuro è molto nello stile-Cassano. Dopo appena otto giorni dalla firma sul contratto con l’Hellas Verona, Antonio Cassano spiazza tutti e decide di lasciare la squadra. Il 35enne FantAntonio ha deciso di salutare il club e, molto probabilmente, dire addio al calcio giocato per motivi familiari, secondo fonti vicine al giocatore. Sarebbe diventata insostenibile, infatti, la nostalgia di casa. Alle 16 è in programma una conferenza stampa in cui Cassano dovrebbe chiarire i motivi della sua decisione. Diventato ufficialmente giocatore del Verona il 10 luglio, Cassano era stato accolto alla grande nel gruppo di Pecchia e si era messo in mostra nelle prime due amichevoli, tra assist e giocate di classe. La nostalgia di casa, però, ha preso il sopravvento, e 8 giorni dopo l’inizio la sua avventura col Verona si è trasformata, probabilmente, nella sua ultima da calciatore. Questo fatto ha del clamoroso, di diceva, e avrà una forte eco mediatica, anche per le grandi speranze che squadra, società e tifosi avevano riposto in lui. (Continua a leggere dopo la foto)



Sin dai primi giorni è stato un osservato speciale ad ogni allenamento: non c’era un tifoso sulle tribune dell’impianto sportivo di Mezzano che non seguisse ogni mossa di Antonio Cassano. Fantantonio ha strappato subito applausi. Col pallone tra i piedi non sbaglia nulla, è il fiato che manca. Poi in questi giorni Antonio ha dovuto affrontare una serie di ripetute, arrancando, sbuffando, ansimando. Ma non ha mai mollato. Nel suo precario stato di forma sembrava dire ad ogni passo “chi me lo fa fare”, ma intanto lo faceva. E completava l’esercizio. Pecchia, l’allenatore, poi lo sistemava a fare il rifinitore, sempre tra i bianchi. “Bravo Antonio” urlava il mister. Quando c’è il momento di bere arrivava per ultimo, si faceva dare una bottiglietta, sorseggiava un goccio e si sistemava in panchina, seduto. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Non partecipava al nuovo round di ripetute. Poi scherzava con Pazzini e Cerci. Nella partitella a campo ridotto Cassano correva e accennava a qualche scatto. Poi deliziava tutti: stop di petto, rientro e palla al bacio per i compagni. Sembrava, però, da subito durissima la strada per tornare calciatore vero. Ma questo Cassano sembrava anche non mollare mai perché voleva farcela, ma è durato poco, forse si è reso conto di non essere più all’altezza, che nella Serie A di oggi non bastano più solo i piedi e i grandi gesti tecnici. Però, chissà cosa è successo veramente… Aspettiamo la sua versione dei fatti.

 

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