“Ciao amore mio, non so dove sei…”. Alessandro è morto a soli 14 anni in un tragico incidente. A distanza di tre anni il padre, l’uomo del momento del calcio italiano, ha scritto una lettera da brividi. Parole che colpiscono al cuore


 

La perdita di un figlio è innaturale e sconvolgente, difficile superarla, forse ci si può convivere, ma l ricordo tenero e doloroso non abbandona mai. Un insieme di sentimenti struggenti hanno indotto Davide Nicola, l’allenatore del Crotone, a scrivere una lettera da brividi al figlio Alessandro, morto nel 2014 all’età di 14 anni in un terribile incidente stradale: “Abbiamo lottato assieme, so che sei sempre stato lì con me”, le parole che nascono direttamente dal cuore dell’uomo che in un momento bellissimo della sua carriera (la salvezza all’ultima giornata di A) ha voluto ricordare quell’affetto così caro ma strappatogli dalla sorte in maniera orrenda. “Ciao amore mio – scrive Nicola – non so dove sei. Non so cosa starai facendo. Forse sei su quella nuvola che era su di me quella sera, quando correvo per far volare la tua lanterna. O forse sei qui accanto a me. Sì, sono sicuro che sei qui con me. Abbiamo lottato insieme in questo anno complicatissimo, ma… Oggi so che tu ci sei sempre stato lì con me. Sei riuscito con la tua energia a darmi la forza di lottare e di continuare a inseguire l’impossibile possibile, il possibile probabile, e il probabile certo”. (Continua a leggere dopo le foto)








Sono passati tre anni dal quel momento che nessun genitore vorrebbe mai vivere, un giorno che sarà impresso a fuoco nella testa di Davide Nicola. Il ragazzo stava rientrando a casa, era in bicicletta e all’improvviso è stato investito da un autobus: “Quell’episodio ha cambiato qualcosa nella nostra famiglia – disse l’allenatore a distanza di pochi mesi, quando accettò la panchina del Bari in B – ma la Fede ci ha dato una mano ad andare avanti, a sopportare tutto con grande dignità”. È il dolore di un padre che purtroppo ha dovuto apprendere cosa vuol dire convivere con la morte. (Continua a leggere dopo le foto)






 

“Ale, questa non è la mia vittoria – prosegue il padre di Alessandro – ma la nostra, proprio come quella della promozione in Serie A del Livorno. Avrei voluto gioire con te, guardare i tuoi occhi e il tuo sorriso, prenderti per mano e insieme correre e festeggiare. Tutto questo è solo per te e ogni mia conquista è la tua, ogni mia vittoria sarà la tua, ogni mio sogno sarà anche il tuo. Voglio che il mio cuore continui a battere per te e tu possa vivere ancora attraverso me…”.  Nel finale Nicola cita il Dalai Lama: Le sei perfezioni: generosità, disciplina, pazienza, perseveranza, concentrazione e conoscenza trascendente”.

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