Lei è Tiffany ed è una pallavolista fenomenale della Seria A2. Eppure quando le altre squadre del campionato hanno scoperto il suo “segreto” è scoppiato il finimondo. Cosa è successo


 

“Quella Tiffany è un portento, è fortissima, un grande acquisto per la nostra squadra!”, questo avrano pensato tutti i tifosi della Golem Palmi, una squadra di Serie A2 di volley femminile. Ma c’è un problema con la bella Tiffany e inutile ditrlo, ora, è un caso nazionale, anzi continentale. La società Millennium Brescia, che il 12 marzo sfiderà ai playoff le calabresi della Golem Palmi, annuncia di essere pronta a ricorrere ad una class action con altre squadre del campionato. La società si sentirebbe infatti “danneggiata”. Motivo? Il nuovo acquisto della Golem Palmi, Tiffany Pereira De Abreu, che fino al 2014 era Rodrigo. Proprio così. Come fa sapere Brescia Today, la pallavolista fino a tre anni fa era un uomo e giocava in Belgio, ovviamente nel campionato maschile. Oggi, per legge, donna a tutti gli effetti, Tiffany può giocare nel campionato femminile, come ha annunciato la federazione internazionale della pallavolo. Domenica scorsa Tifanny è scesa in campo per la prima volta con la maglia della Golem Palmi, squadra dell’omonima città in provincia di Reggio Calabria, segnando la bellezza di 28 punti contro Trento. La Millennium Brescia (e non sarebbe la sola) corre ai ripari. (Continua dopo la foto)







Il campionato potrebbe essere falsato. Non per la sua storia personale, quanto per la sua fisicità: alta 1 metro e 92 e dotata di caratteristiche che poche altre hanno, sul roster della Golem Palmi potrebbe avere l’effetto di un top player di altissimo livello. Dal canto suo Tiffany scrolla le spalle e va avanti per la sua strada: “Ringrazio tutti quelli che mi supportano – ha scritto sulla sua pagina Facebook – soprattutto da quanto la mia storia è diventata così popolare. Sto vivendo il momento più bello ma anche più difficile della mia vita, solo perché ho deciso di essere chi sono”.

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“Se non fossi stata una sportiva – continua – il mio nome non sarebbe su ogni sito web che parla di volley. Ma ho deciso di combattere per questo, e combatterò anche per chi mi odia, perché sono gli ‘haters’ che mi danno la forza di essere orgogliosa di me stessa”. Insomma, una storia che sembra risolta sin dall’inizio, visto che le regole della federazione internazionale della pallavolo, permettono a un uomo divenuto donna legalmente, di poter giocare in un qualsiasi campionato femminile. Forse la Millennium Brescia dovrà arrendersi e accettare il fatto che Tiffany è soltanto un portento sportivo e di certo non un uomo.

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