“Ditemi di cosa sto morendo”. Il triste appello della campionessa italiana Vincenza Sicari dal suo letto di ospedale. Da oltre due anni combatte contro un male che non conosce


 

Un’ Olimpiade e tanta fatica. Una maglia azzurra e tanti sogni. Molti raggiunti, alcuni da toccare ancora prima che la malattia si mettesse di mezzo e Vincenza Sicari finisse in un letto d’ospedale vittima di una malattia che da due anni aspetta di conoscere un nome e che lei vuole combattere: “Datemi una diagnosi, ditemi di cosa sto morendo”. È l’appello lanciato dall’ex maratoneta azzurra Vincenza Sicari. Di che male soffra Vincenza Sicari non l’ha capito nessuno. In una diagnosi dello scorso settembre Claudio Mariani, primario all’Ospedale Sacco e ordinario di Neurologia all’Università Statale di Milano, punta il dito, tra le altre cose, su una possibile mutazione genetica evidenziata dalle analisi e così rara da non essere catalogata. Nella testa di Vincenza si forma la convinzione di soffrire di una malattia autoimmune. Mariani, per tentare un percorso curativo, scrive al ministro della Salute suggerendo un consulto di specialisti indipendenti e di alto livello che “mettano fine al girovagare della paziente”. (Continua dopo la foto)







Consulto mai effettuato. Alcuni dei medici che hanno avuto in cura la Sicari puntano invece con decisione su una diagnosi psichiatrica, attribuendo a questa la paralisi. La Sicari rifiuta la diagnosi con fermezza, scontrandosi duramente con i sanitari. “La paziente soffre di una situazione complessa e grave — è scritto nell’ennesimo referto di dimissioni — ma commette gravi errori di giudizio sul proprio stato di salute”. Tre trattamenti sanitari obbligatori le sono costati la riforma dall’Esercito e la perdita del posto di lavoro.

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“Darmi della malata psichiatrica — spiega Sicari — per molti è la soluzione più comoda. Una matta va internata. E mentre io mi consumo nel letto, nessuno prova invece a curarmi”. Un periodo tribolato, durante il quale la Fidal è stata sempre al fianco di Vincenza». «Dalla cartella clinica emerge che dal 21 novembre al 21 dicembre Vincenza Sicari non è stata sottoposta ad alcun trattamento diagnostico o terapeutico presso il Sant’Andrea -ha sottolineato La Leggia, legale della Sicari. “Non accusiamo nessuno -ha precisato-, chiediamo solo di fare chiarezza. Oggi andremo in Regione Lazio, a chiedere un trasferimento a Tor Vergata finalizzato a fare tutti gli esami e ottenere finalmente un quadro certo e complessivo della situazione. In cartella clinica non si trovano gli esiti di esami che però risultano fatti in altri ospedali”.

Sul caso della Sicari si è espresso anche il presidente della Fidal, Alfio Giomi: “Questa vicenda ci ha coinvolti sul piano affettivo. Oltre me e al segretario generale Fabio Pagliara le sono stati vicino anche tanti rappresentanti della Federazione e dirigenti di società. Abbiamo apprezzato l’atteggiamento professionale del collegio difensivo. Quello che ci auguriamo tutti è che venga dimostrata ancora una volta l’eccellenza della sanità italiana, e si giunga a una diagnosi”.

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