Papa Francesco troppo moderno? Ai conservatori non sta bene, vogliono fermarlo


Che avrebbe “rotto gli schemi” era prevedibile sin dai primi giorni del suo pontificato. Papa Francesco piace, coinvolge tutti e sta ridando alla Chiesa cattolica un volto che nel corso dei decenni hanno smarrito soprattutto le istituzioni della galassia vaticana. Le aperture di Bergoglio al “sociale” sono sotto gli occhi di tutti e non sono pochi gli osservatori che avevano previsto i malumori dei settori più tradizionalisti, conservatori. La conferma arriva dalle pagine di Vida Nueva, una testata spagnola che è il punto di riferimento dei cattolici dell’America latina. A parlare, attraverso una intervista, è il cardinale statunitense Raymond Leo Burke, un nome rilevante, prefetto della Segnatura apostolica. Il cardinale, peraltro, è stato uno dei portavoce del fronte conservatore al recente sinodo straordinario sulla famiglia. “Molti mi hanno manifestato preoccupazione”, afferma Burke.

(continua dopo la foto)



Il porporato afferma che “in un momento così critico, nel quale c’è una forte sensazione che la Chiesa sia come una nave senza timone, non importa per quale motivo; la cosa più importante che mai è studiare la nostra fede, avere una guida spirituale sana e dare una forte testimonianza della fede”. La tesi di Burke è sottile, ma a tratti molto esplicita. Come quando mette in guardia la Chiesa perché, a suo dire, sembra “una nave senza timone”. Nel mirino del “contestatore” c’è soprattutto la forte apertura del papa versoi deboli, manifestata, con convinzione e successo, in ogni occasione. “Il papa giustamente parla della necessità di andare nelle periferie”, conclude il cardinale. Però, aggiunge, “siamo un movimento contro-culturale, non popolare”.

“Quando difendo i poveri, mi chiamano comunista. Invece è Vangelo”