”Casa, terra e lavoro per tutti”: così Papa Francesco nella storica visita all’Onu. E la preghiera del pontefice scalda i cuori di tutta New York…


 

Parole forti ma dette con il consueto garbo. Parole che lasciano il segno: Papa Francesco parla all’Onu e il suo messaggio è potente: a difesa di poveri e ambiente, un appello affinchè l’Onu non deroghi ”all’infaticabile ricorso al negoziato”. In platea anche Malala Yousafzai, la giovane attivista pakistana vincitrice del premio Nobel per la pace – con tanto di standing ovation finale. L’obiettivo di Francesco non è fare polemica ma sollecitare a una reale collaborazione. ”Gli organismi finanziari internazionali devono vigilare in ordine allo sviluppo sostenibile dei Paesi e per evitare l’asfissiante sottomissione di tali Paesi a sistemi creditizi che, ben lungi dal promuovere il progresso, sottomettono le popolazioni a meccanismi di maggiore povertà, esclusione, abusi e dipendenza”. Bergoglio – interrotto 27 volte dagli applausi della platea – è arrivato a chiedere, di fatto, anche una riforma dell’Onu. E ancora: tecnologia, narcotraffico, nucleare, corruzione, Is e cristiani perseguitati sono solo alcuni dei punti chiave su cui il pontefice ha voluto insistere. Papa Francesco è stato accolto a Palazzo di Vetro (dove è stata issata per la prima volta la bandiera del Vaticano) dal segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e consorte con un picchetto d’onore (in precedenza ha avuto anche un colloquio privato con il segretario). È stata l’occasione per uno scambio di doni e per la firma del Libro d’Oro. Due bambini, figli di funzionari Onu caduti per servizio, hanno offerto fiori al Papa.

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Bergoglio si è rivolto – in spagnolo – ai rappresentanti delle Nazioni Unite. ”Forme di corruzione – ha dichiarato – sono penetrate nei diversi livelli della vita sociale, politica, militare, artistica e religiosa, generando, in molti casi, una struttura parallela che mette in pericolo la credibilità delle nostre istituzioni”. Poi il passaggio sulla necessità di una riforma dell’Onu: ”L’esperienza di questi 70 anni, al di là di tutto quanto è stato conseguito, dimostra che la riforma e l’adattamento ai tempi sono sempre necessari, progredendo verso l’obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un’incidenza reale ed equa nelle decisioni”. Secondo il Papa, ”la necessità di una maggiore equità vale in special modo per gli organi con effettiva capacità esecutiva, quali il Consiglio di Sicurezza, gli Organismi finanziari e i gruppi o meccanismi specificamente creati per affrontare le crisi economiche. Questo – ha scandito – aiuterà a limitare qualsiasi sorta di abuso o usura specialmente nei confronti dei Paesi in via di sviluppo”.




Francesco si è soffermato sul tema dei cambiamenti climatici: ”La crisi ecologica – ha detto – insieme alla distruzione di buona parte della biodiversità, può mettere in pericolo l’esistenza stessa della specie umana. Le nefaste conseguenze di un irresponsabile malgoverno dell’economia mondiale, guidato unicamente dall’ambizione di guadagno e di potere, devono costituire un appello a una severa riflessione sull’uomo”. Bergoglio sceglie di parlare di problematiche a lui care proprio di fronte alla sessione plenaria dell’assemblea Onu, chiamata ad approvare l’Agenda 2030 centrata proprio sulla lotta alla povertà, sulla crescita sostenibile e sulla difesa dell’ambiente, Bergoglio tocca agevolmente le questioni che gli stanno più a cuore: ”Alzo la mia voce” – ha sottolineato – per ”soluzioni urgenti ed efficaci. L’adozione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile durante il vertice mondiale che inizierà oggi stesso è un importante segno di speranza. Confido anche che la Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico raggiunga accordi fondamentali ed effettivi”.


A seguire, il Papa ha raggiunto il Ground Zero Memorial dove ha partecipato all’incontro interreligioso. Nel teatro dell’attacco alle Torri Gemelle – e tomba per 2.974 che vi hanno perso la vita -, Bergoglio ha sottolineato come un ”luogo di morte” possa ”trasformarsi anche in un luogo di vita, di vite salvate, un canto che ci porta ad affermare che la vita è sempre destinata a trionfare sui profeti della distruzione, sulla morte, che il bene avrà sempre la meglio sul male, che la riconciliazione e l’unità vinceranno sull’odio e sulla divisione”.

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