“Ecco cosa è costretto a fare”. Papa Francesco, la preoccupante indiscrezione arriva direttamente dalle stanze vaticane


 

Meno di una settimana fa Papa Francesco, informato del rinvio a giudizio in Australia del Cardinale George Pell, “gli aveva concesso un periodo di congedo per potersi difendere”. Lo aveva fatto sapere il Vaticano, aggiungendo di avere “appreso con rincrescimento la notizia del rinvio a giudizio in Australia del Card. George Pell per imputazioni riferibili a fatti accaduti alcuni decenni orsono”. Il Cardinale Pell, aveva informato la Santa Sede, “nel pieno rispetto delle leggi civili e riconoscendo l’importanza della propria partecipazione affinché il processo possa svolgersi in modo giusto e favorire così la ricerca della verità, ha deciso di far ritorno nel suo Paese per affrontare le accuse che gli sono state mosse”. Quanto al ruolo del Cardinale Pell in Vaticano, “durante l’assenza del Prefetto, la Segreteria per l’Economia continuerà a svolgere i propri compiti istituzionali. I Segretari rimarranno in carica per il disbrigo degli affari ordinari, donec aliter provideatur”. “Il Santo Padre – afferma la Santa Sede – che ha potuto apprezzare l’onestà del Cardinale Pell durante i tre anni di lavoro nella Curia Romana”. (Continua dopo la foto)



La Santa Sede esprimeva “il proprio rispetto nei confronti della giustizia australiana che dovrà decidere il merito delle questioni sollevate. Allo stesso tempo va ricordato che il Cardinale Pell da decenni ha condannato apertamente e ripetutamente gli abusi commessi contro minori come atti immorali e intollerabili, ha cooperato in passato con le Autorità australiane (ad esempio nelle deposizioni rese alla Royal Commission), ha appoggiato la creazione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e, infine, come Vescovo diocesano in Australia ha introdotto sistemi e procedure per la protezione di minori, e per fornire assistenza alle vittime di abusi”. (Continua dopo le foto)


 


 

Era l’ultimo caso difficile tra le mani di Papa Francesco, alle prese con una lotta per la riforma della Chiesa non sempre facile. Anzi: “Il rosario delle teste cadute nelle ultime settimane racconta un Vaticano non ancora stabilizzato, a oltre quattro anni dall’inizio del pontificato di Jorge Mario Bergoglio – scrive il Corriere della Sera – E trasmette l’immagine di un Papa formidabile sul piano della popolarità e dell’influenza sulla geopolitica mondiale; e tuttavia in affanno quando deve compiere scelte di governo nella «sua» Roma e in Italia: si tratti di finanze vaticane, di collaboratori o di «ministeri» della Santa Sede. Limitarsi a dire che l’una o l’altra promozione sono state azzardate o sbagliate forse non basta più. A emergere è un metodo che mostra limiti evidenti; e che trasforma le migliori intenzioni di riforma in potenziali boomerang. E tutto avviene in un alone di mistero, a volte perfino di opacità, che solo il grande carisma di Francesco permette di registrare con indulgenza.. I nemici di Francesco, che continuano a essere molti, ritengono di vedere in realtà una sorta di «coerenza progressista». Di fatto, lo accusano di perseguire un’agenda sbilanciata sul piano sociale a favore dei poveri, del dialogo con la modernità e degli immigrati. Suonerebbe come un titolo di merito, se non fosse accompagnato dalla critica di nominare di preferenza chi esprime una cultura «non antagonista», soprattutto nei suoi confronti; e di avere una cerchia di collaboratori non sempre capaci di consigliarlo in modo esauriente.

“Altro che speranza, ora si è trasformato in un cimitero”. Da Roma, ecco arrivare le dure parole di Papa Francesco sul tema dei migranti. Cosa ha detto il pontefice (e perché)