“Non mi fermano”. Papa Francesco conferma tutto: il pontefice ha deciso, nonostante il pericolo. La preoccupazione dei fedeli


 

“I fondamentalisti se ne devono fare una ragione. L’agenda di Papa Francesco non è nella disponibilità dei terroristi”. Il viaggio apostolico in programma dal 28 al 30 aprile si farà. Tra le ragioni principali quello di andare ad abbracciare il Patriarca copto Tawadros II, e nella sua persona esprimere amicizia, vicinanza e solidarietà ai cristiani ortodossi copti (il 10 per cento della popolazione egiziana), con i quali gli altri cristiani realizzano quello che Francesco ha definito “l’ecumenismo del sangue”, visto che in passato sono stati colpiti molte volte, in particolare nel 2010 e nel dicembre 2016. I copti, scrive l’Huffington post, sono stati brutalmente colpiti. E lo stesso Tawadros II aveva appena celebrato la Divina Liturgia nella Chiesa di San Marco ad Alessandria, dove c’è stato il secondo attacco, quello suicida. Questa prima motivazione rende il pellegrinaggio di Francesco più attuale, urgente e necessario che mai. (Continua dopo la foto)








Ma anche due moschee sunnite a Tanta erano ieri nel mirino dei terroristi e la polizia locale è riuscita a disinnescare le bombe collocate nei pressi di un complesso sufi e di un seminario. L’Egitto insomma è più che mai il crocevia delle contraddizioni del mondo arabo quanto all’uso della violenza in nome di Dio. E questa problema sarà al cuore dell’incontro e dei discorsi sia del Papa che del Gran Imam di Al Azhar. Tanto più significativo perché proprio la Sunna è la tradizione islamica di riferimento dei terroristi , prima di Al Quaeda, poi dello Stato Islamico. (Continua dopo le foto)




 


 

A queste considerazioni di carattere generale si è aggiunto però, dal punto di vista della sicurezza, un allarme generato da un fatto specifico. Il numero 7 della rivista Rumiyah, il nuovo mensile di Daesh, pubblicato su web il 7 marzo scorso è quasi completamente dedicato alla lotta a coloro che sono “devianti”, a partire dagli imam. E il segnale specifico per rapporto alla visita del Papa in Egitto è un articolo dedicato a Papa Francesco e al Gran Iman di Al-Azhar, di cui viene pubblicata la foto ufficiale del loro primo incontro avvenuto il 26 maggio 2016 in Vaticano.

“Altro che speranza, ora si è trasformato in un cimitero”. Da Roma, ecco arrivare le dure parole di Papa Francesco sul tema dei migranti. Cosa ha detto il pontefice (e perché)

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