La rivoluzione di Papa Francesco: “Non farò come Giovanni Paolo II…”


 

Il Giubileo straordinario della Misericordia sarà celebrato e partecipato in tutto il mondo e non solo a Roma, sarà un evento molto pastorale e poco spettacolare, diverso dal grande Giubileo del 2000 di Papa Wojtyla. Una scelta storica, innovativa, quella fatta da Papa Francesco, che così decentralizza l’evento e non lo limita solo a Roma, bensì lo allarga a livello locale, “quale segno di comunione di tutta la Chiesa”. In ogni città e in ogni diocesi, in tutto il mondo, nelle basiliche e cattedrali, e nei santuari, si apriranno infatti le Porte Sante, ha stabilito il Papa nella bolla di indizione del Giubileo.

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Il Papa, infatti, innanzitutto, nella Bolla sottolinea che l’apertura della Porta Santa della Basilica Vaticana avverrà l’8 dicembre per due motivi: il primo, perché la data coincide con la Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, di Colei che Dio ha voluto “santa e immacolata nell’amore” “per non lasciare l’umanità sola ed in balia del male”. In secondo luogo perché l’otto dicembre coincide con il 50esimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II che ha abbattuto “le muraglie che per troppo tempo avevano richiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata”. Inoltre Papa Francesco nella bolla annuncia che domenica 13 dicembre, terza di Avvento, si aprirà la Porta Santa della Cattedrale di Roma, la Basilica di San Giovanni in Laterano. Successivamente, si apriranno le Porte Sante delle altre Basiliche Papali. Inoltre, il Pontefice stabilisce che in ogni Chiesa particolare ed anche nei santuari si apra per tutto l’Anno Santo un’uguale Porta della Misericordia, affinché il Giubileo possa essere celebrato anche a livello locale, “quale segno di comunione di tutta la Chiesa”. 

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