Si chiama 12 parole, 7 pentimenti l’installazione teatrale di Rubidori Manshaft in programma al Fit festival di Lugano. Un’opera ispirata dalle conversazioni rubate… A tutti capita, anche non volendo, di ritrovarsi ad ascoltare una conversazione di qualcuno. Dalla finestra, al tavolo di un ristorante, sul tram. Lei, Rubidori Manshaft, ne ha fatto arte. Un’arte che viene dal tanto viaggiare e anche da una bella dose di solitudine. Dopo aver “rubato” tante conversazione, l’artista è giunta a una conclusione: gli argomenti cardine della vita di ognuno possono essere racchiusi in 4 temi, cioè amore, sesso, morte e denaro. Tutto vero e documentato.
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In 5.000 ore di registrazione. Tra i fornitori più importanti di conversazione, i tassisti. Ora, nell’installazione a Lugano, i luoghi fisici dove sono avvenuti i “furti” sono stati ricreati nel percorso che faranno le persone che seguiranno la performance. Lì si ascolteranno parole sincere per davvero, pronunciate da persone che non sapevano che qualcuno stesse ad ascoltare. Parole crude. Violente, a volte. Tristi, specie quando si parla dell’amore che «risulta sempre come un ricordo, un rimpianto, un desiderio – spiega l’artista – Il qui e ora esistono quasi solo nel denaro e nella sessualità».


